Educare alla pace: alla scoperta del Sepm

ROMA – La Caritas, nel settore dedito al sociale della capitale romana, è da sempre uno degli enti più attivi, troppo spesso associato solo agli interventi nelle parrocchie o nelle strutture adibite all’accoglienza temporanea di bisognosi. L’organismo Caritas in realtà è ampio e diramato, oltre alle strutture conosciute gestisce numerose fondazioni, si fa promotrice di progetti e iniziative e si avvale di diversi settori d’azione. Fra questi vogliamo ocuparci del Sepm, Settore Educazione alla Pace e alla Mondialità. Questo ramo della Caritas Diocesana di Roma nasce nel 1989, scopo la promozione e diffusione di tutte le realtà e iniziative non violente, orientate alla pace e alla solidarietà.

L’organizzazione è strutturata in modo da offrire un intervento capillare e incisivo e opera su diverse aree d’azione. La formazione, innanzitutto, indispensabile per chiunque operi nel sociale, rivolta soprattutto a giovani operatori e volontari della Diocesi romana, ma in generale a chiunque voglia conoscere le dimensioni di solidarietà in cui agisce la Caritas. Le proposte sono diverse: laboratori, percorsi di conoscenza e approfondimento e esperienze sul campo, attraverso il progetto Orizzonti e confini che permette l’invio di volontari su territori in guerra o in difficoltà umanitaria. In quest’ottica di formazione e di educazione dei giovani rientra anche il Servizio Civile promosso dall’organizzazione, cui si può accedere tramite bando di concorso, come da regolamento Nazionale.

L’animazione, la promozione e la sensibilizzazione del mondo dei giovani è un altro indispensabile aspetto cui si rivolge l’attenzione del Sepm. Ciò avviene attraverso incontri nelle scuole, nelle parrocchie e nelle associazioni. L’idea è non aspettare che la curiosità dei giovani si muova in cerca di iniziative di questo tipo ma stimolarla con proposte attive: l’informapace è proprio questo, uno sportello itinerante che incontra ragazzi e bambini nei contesti della loro vita quotidiana.

Il Sepm si muove anche in campo internazionale, con sostegno ad aree in stato di crisi. Sul sito dell’organizzazione è spiegato: “Compito di un organismo pastorale quale il nostro, e di tutti i fedeli della nostra Diocesi, è quello di farsi carico direttamente del sostegno ai fratelli più poveri che vivono in aree di crisi internazionali, per testimoniare l’amore di Dio alle persone più provate e più deboli.  In questa prospettiva, la Caritas non ha più promosso raccolte di alcun genere (vestiti, alimenti…), ma ha sollecitato offerte in denaro con cui ha potuto promuovere progetti di recupero sociale e riconciliazione, costruiti a fianco degli uomini e delle donne vittime di quei disastri, insieme con la Chiesa locale, con l’obiettivo dichiarato che questi progetti potessero diventare autonomi. Tre sono le modalità di realizzazione dei nostri progetti: le microrealizzazioni, i progetti a partecipazione diretta, i progetti a gestione diretta”.

Il settore si occupa inoltre di coordinare l’intervento della Caritas Diocesana di Roma su territori in stato d’emergenza, come è stato per il terremoto in Abruzzo nel 2009 o il più recente terremoto in Giappone, insieme a molte altre situazioni di crisi.

Sono due, inoltre, le campagne di solidarietà attualmente seguite dal Sepm: Lasciateci in pace! Siamo bambini e Segni particolari: in attesa di giustizia. La prima si occupa della sensibilizzazione al problema dei bambini-soldato nella Repubblica Democratica del Congo. L’azione sul territorio si compone di tre fasi: disarmo, smobilitazione e reintegrazione, dove con quest’ultima fase ci si propone di ricongiungere il bambino alla famiglia e provvedere alla scolarizzazione. La seconda campagna, come scritto sul sito, nasce perché “non ce la siamo sentita di girarci dall’altra parte”. Il riferimento è rispetto ai problemi di dignità e uguaglianza calpestata nei paesi del sud del mondo, nello specifico in Mozambico, dove c’è chi lotta quotidianamente perché questi elementari diritti umani vengano rispettati.

Chiunque volesse sostenere le attività del Sepm può farlo attraverso donazioni, seguendo le istruzioni presenti sul sito, interessandosi a corsi e convegni proposti o semplicemente informandosi e divulgando notizie e iniziative promosse dall’organizzazione, come la Festa per la pace 2011, a favore della campagna Segni particolari: in attesa di giustizia. La serata è prevista per domenica 15 Maggio, all’Alpheus di Roma. Inizierà alle 19:30 con un momento di animazione per i bambini. A seguire musica, open bar, una presentazione di quella che è la campagna di solidarietà in questione e, dalle 22, musica rock dal vivo. L’ingresso è di 15 euro (10 in prevendita presso il Sepm).

Un modo diverso e attuale di stare a contatto con i giovani e lavorare insieme per chi ne ha più bisogno.

Silvia Tagliaferri

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