Ecco la soluzione per l’alluce valgo

L’alluce valgo è una deformità del piede assai comune; è caratterizzata dalla deviazione dell’alluce verso l’esterno, associata alla presenza di una vistosa tumefazione alla sua base, spesso definita con termini popolari assai coloriti, come “patata” o “cipolla”. Purtroppo questa patologia si sta diffondendo sempre di più, in particolare tra le donne. Quale sono i motivi? Come si può intervenire? Per queste ed altre domande abbiamo intervistato l’esperto, il dottor Luciano Buongiorno, Specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Terapia Fisica e Riabilitazione che opera in Toscana, sia in clinica che in ospedale.

Salve dott. Luciano Buongiorno, cosa è e come si manifesta l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una patologia del piede molto frequente la cui incidenza percentuale è andata sempre più aumentando spostandosi come entità chirurgica verso soggetti sempre più giovani, specie se donne. Colpisce, infatti, più della metà della popolazione femminile oltre i 45 anni ed è spesso ben evidente anche prima, in età giovanile.

C’è qualche uomo che presenta questa patologia?

Si, è presente anche negli uomini, ma in percentuali minime rispetto alle donne. I maschi, infatti, vengono colpiti, secondo le varie statistiche, nella misura di uno su venti, uno su 30 rispetto alle donne.

Quali sintomi provoca?

L’alluce valgo dà dolore sia per lo sfregamento continuo con la calzatura, che crea arrossamenti in corrispondenza della caratteristica tumefazione alla base del dito, sia per la comparsa di deformità e patologie correlate: dita a martello, dolorose callosità plantari, ecc..

Qual è la causa?

Sicuramente una componente importante è l’ereditarietà (la mamma o la nonna con la stessa deformità) e avere l’alluce eccessivamente lungo rispetto alle altre dita. Ci sono, inoltre, altre cause che accentuano il problema, come ad esempio, l’uso abituale di calzature a punta stretta e tacco alto.

Quindi i plantari potrebbero curare questa deformità?

I plantari, solo se sono ben concepiti ed eseguiti da mani esperte, possono correggere i difetti della deambulazione che concorrono a dare l’alluce valgo e, pertanto, possono ritardarne l’evoluzione.

Invece, è possibile prevenire l’alluce valgo?

La scarpa “preventiva” è in realtà quella fisiologica; deve avere il tacco basso, la punta larga e preferibilmente i lacci; soprattutto deve essere sufficientemente grande per evitare pressioni eccessive sulle dita.

Come si può curare?

L’intervento chirurgico è l’unica cura seria. Serve per risolvere il dolore e non ha quindi finalità estetiche, ma generalmente le ottiene. Sono stati descritti negli anni oltre 500 interventi diversi per la cura dell’alluce valgo, che nel tempo sono diventati sempre meno aggressivi e dolorosi. Molte tecniche prevedono l’uso di ferri chirurgici, interni (viti) o, più comunemente, esterni (grossi fili metallici che fuoriescono dall’alluce). E’ attualmente disponibile un nuovo tipo d’intervento che consente di operare l’alluce valgo in 20-25 minuti senza usare fili metallici o altri ferri, in anestesia locale, con iniezioni alla caviglia e in day-hospital (quindi senza bisogno di ricovero). E’ una tecnica definita “percutanea” perché effettuata lavorando attraverso piccole incisioni della pelle di 1-2 mm. Da questi forellini s’ introducono piccole frese che rimodellano la deformità e la riallineano. Quindi, attualmente la paura del filo metallico infisso nell’alluce e da dover estrarre dopo un mese (che un tempo era assai temuto dalle pazienti e che costituiva un deterrente all’intervento) è un problema risolto nella massima parte dei casi.

E’ necessaria una lunga riabilitazione dopo l’ intervento?

Generalmente la riabilitazione non è necessaria o è minima. La scarsa invasività dell’intervento fa sì che il dolore sia minimo e il paziente può pertanto riprendere attività lavorative sedentarie fin dal giorno dopo l’intervento.

Quanto costa?

Se eseguito in struttura pubblica non costa nulla anche se l’attesa è lunga. Altrimenti, il costo è variabile da un professionista all’ altro, ma non è mai eccessivo (si aggira intorno ai 3000 euro).

In media quante persone richiedono l’intervento?

Con la chirurgia che pratico le richieste d’ intervento aumentano in modo esponenziale ogni mese perché la patologia è comunissima e i pazienti non temono come prima il dolore.

Bene, la ringraziamo delle preziose informazioni, utilissime ai lettori di wakeupnews.

Grazie a voi.

Chiara Campanella

Foto | via www.arezu.org; www.aimo.it

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