Ecco la legge della vergogna, il lodo Alfano sarà retroattivo

Colpo di mano del premier per spazzare via i suoi guai giudiziari. Ira dell’opposizione

di Nicola Gilardi

Angelino Alfano, ministro della Giustizia

ROMA – Con la probabile bocciatura del legittimo impedimento a dicembre, Silvio Berlusconi è corso ai ripari e, stavolta ha anche rilanciato. Il lodo Alfano, la norma che sospende i processi del premier, sarà retroattivo, cioè bloccherà anche quei processi iniziati prima dell’assunzione della carica.

Il provvedimento, approvato in commissione Affari costituzionali, è stato varato grazie al voto di 13 senatori di Pdl e Lega. Favorevole anche il finiano Maurizio Saia. Adesso la norma dovrà passare il vaglio del Parlamento e, come prevede la Costituzione, ci dovrà essere una doppia approvazione di ciascuno dei due rami. Si ipotizza che una prima votazione a Palazzo Madama potrebbe esserci già a novembre.

Intanto si è svolto un vertice fra Gianfranco Fini e Angelino Alfano. Il ministro della Giustizia ha provato a sondare il terreno del fronte finiano. Il presidente della Camera si è dimostrato disposto a votare un tale provvedimento, come peraltro aveva più volte dichiarato, ma resta qualche dubbio. «Bisogna vedere il testo» ha, infatti, commentato il leader di Futuro e Libertà.

Le reazioni nell’opposizione sono state molto forti. Pierluigi Bersani ha definito il provvedimento «vergognoso», dichiarando poi: «È indecoroso e vergognoso pensare di procedere ad una assoluzione per via parlamentare. Faremo barriera con tutte le forze che abbiamo».

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori

Ancor più duro è stato il commento di Antonio Di Pietro, che ha tirato in ballo anche i finiani: «È stato smascherato anche il finto ritorno alla legalità di Fli che al primo passaggio vero ha appoggiato una norma che garantisce l’impunità al premier. Siamo alla caduta della democrazia e dello stato di diritto. Facciamo un ultimo appello a Fini perché in Aula dica ai suoi parlamentari di non cedere al ricatto».

Comportamento “pilatesco”, invece, quello di Pier Ferdinando Casini, che ha dichiarato di non voler porre veti all’azione di governo e di astenersi dalle votazioni.

Prende le distanze il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che in una nota del Quirinale dichiara che «la Presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell’una e nell’altra Camera, di qualunque proposta di legge e di sue singole norme, specialmente ove si tratti di proposte di natura costituzionale o di iniziativa parlamentare».

Il colpo di mano, insomma, è arrivato. Il premier potrà spazzare via i propri processi e continuare a governare senza bastoni fra le ruote. La retroattività del lodo Alfano è vergognosa perché va a cancellare i guai giudiziari esistenti da prima dell’assunzione della carica. In questo modo nessuno potrà mai sapere se il premier è colpevole oppure no, visto che probabilmente i processi cadranno in prescrizione. Il messaggio che passa è quello dell’impunità, quello della politica che non paga mai.

Adesso ci aspettano dibattiti, sedute in commissione e in Parlamento, occupazione dello spazio dell’agenda politica. La politica si occuperà, anima e corpo, di questo provvedimento. Eppure di problemi, nel nostro Paese, che ne sono fin troppi.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews