Ebola, a Vicenza trenta soldati americani in quarantena preventiva

ebola

Operatore prepara una stanza per un malato di ebola

Mentre a New York si allentano leggermente le misure di sicurezza l’Australia chiude le frontiere, l’ebola fa troppa paura. Intanto a Vicenza undici soldati statunitensi sono in quarantena.

AUSTRALIA, SOSPESO IL PROGRAMMA DI IMMIGRAZIONE – L’Australia ha annunciato di voler sospendere il programma di immigrazione e se necessario anche a quello umanitario. La prima misura presa è stata quella di bloccare temporaneamente il rilascio dei visti per le persone che provengono dai paesi maggiormente colpiti, parliamo quindi di: Liberia, Guinea e Sierra Leone. Ad essere annullati saranno anche i visti già concessi. Il governo australiano ha deciso anche che tutte le persone provenienti dall’Africa occidentale (parliamo solo dei paesi non colpiti) dovranno comunque trascorrere ventuno giorni in quarantena dal momento in cui atterreranno su suolo australiano.

NEW YORK ALLENTA LE MISURE DI SICUREZZA – Se in Australia le misure di sicurezza sono rigidissime non si può dire altrettanto di New York dove inizialmente si era imposta la quarantena agli operatori sanitari di rientro dai paesi colpiti. Da oggi, invece, gli operatori che rientreranno a New York dopo essere stati a contatto con malati di ebola ma che non presenteranno alcun sintomo al momento dell’atterraggio potranno tornare immediatamente a casa a contatto con moglie e figli dove, comunque, verranno monitorati per i ventuno giorni successivi.

COSA SUCCEDE IN ITALIA -  Più volte è stato ripetuto che l’Italia è pronta a fronteggiare eventuali casi di ebola ma la paura tra la popolazione è molta. Si teme soprattutto la non efficienza dei controlli in aeroporto. Intanto a Vicenza, nella base americana, undici soldati americani provenienti dalla Liberia, dove avevano prestato servizio, sono in quarantena preventiva. Altri trenta soldati americani dovrebbero arrivare in serata sempre nella base americana di Vicenza. Non presentano sintomi e sembra non siano stati a contatto con malati di ebola, solo una precauzione, quindi. A prendersi cura di loro all’arrivo e per i prossimi ventuno giorni saranno carabinieri e infermieri protetti da tute isolanti. Intanto l’ebola continua a mietere vittime e la situazione non accenna a migliorare. Sono stati superati i 18mila casi.

Serena Prati 
@Se_Prati

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