È a Messina la migliore libreria d’Italia del 2010

Ha appena celebrato il quarantennale e festeggia con entusiasmo l’importante assegnazione del premio Mauri

di Laura Dabbene

 

 

Messina - Una veduta della città

MESSINA – Le città Mezzogiorno, in particolare della Sicilia, si collocano spesso ai primi posti di classifiche poco gratificanti, come il territorio agrigentino che detiene il triste primato del maggior abusivismo edilizio. Allo stesso modo i capoluoghi del Sud risultano frequentemente fanalini di coda nell’indice del tenore di vita, del rapporto abitanti-aree verdi oppure dei tassi di occupazione giovanile. Ma grazie all’attività culturale di un’importante realtà imprenditoriale Messina si fregia, nel 2010, di un importante riconoscimento quale sede della migliore libreria d’Italia.

 

Il premio, dedicato alla memoria di Luciano e Silvana Mauri, editori e fondatori della scuola per librai UEM di Venezia, è stato attribuito alla libreria di Daniela Bonanzinga, sicuramente figlia d’arte nella delicata professione di libraio. Il negozio di cui è titolare, e che gestisce insieme alla madre Rosalba, si trova nella stessa via dei Mille dove nel 1969, esattamente quarant’anni fa, la fondò il padre Antonino. Dopo essere stato direttore commerciale del gruppo “Commissionaria editrice”, in Piemonte, Antonino decise di rientrare nella terra d’origine dove, oltre a ricoprire il ruolo di primo agente Einaudi, volle coraggiosamente scommettere puntando su un’iniziativa che oggi dà i suoi frutti migliori. Una libreria.

La sfida fu tanto più audace se si pensa che Antonino Bonanzinga scelse di non trattare libri scolastici, perdendo così quella consistente fetta di clientela rappresentata da scolari e studenti, ma esclusivamente narrativa e saggistica. Sulla linea tracciata dal fondatore hanno continuato a lavorare i suoi successori, soprattutto la figlia Daniela, che si dichiara “lusingata e felice” per il riconoscimento appena ricevuto e certamente soddisfatta considerando che i parametri dell’assegnazione sono “qualità delle pubblicazioni, innovazione, professionalità e imprenditorialità”.

Libri: cibo per la mente

 

 

L’intraprendente libraia non si è infatti limitata a seguire il modello paterno, ma ha saputo nel tempo far crescere l’offerta culturale modellandola sulle necessità del quartiere e della città. Il negozio è un vero e proprio centro di produzione e diffusione di cultura, che cura con passione le ristampe di preziosi libri di storia patria, promuove la lettura tra le nuove generazioni con laboratori per bambini e lavora in sinergia con le scuole per far scoprire ai giovanissimi il piacere di recarsi in libreria e scegliere un libro.

 

Questa importante realtà mostra in maniera eccellente quello che può essere il significato e il valore di una rete di librerie indipendenti, cresciute e radicate nei diversi quartieri e in grado di offrire un servizio alla collettività che travalica la semplice attività di vendita di libri. Senza nulla togliere ai grandi bookstore di catena, che hanno altri pregi ed altri vantaggi, va riconosciuto che è spesso la piccola libreria sotto casa, dove si trovano ancora veri librai e non solo semplici commessi di libri, a conferire un’anima ed un senso di appartenenza a molti quartieri delle nostre città.

 

Forse non tutti sanno che, dietro all’isola felice rappresentata dal caso di Messina, il problema della scomparsa di queste attività commerciali dilaga sempre più e non è ben chiaro come, senza un intervento da parte delle istituzioni ed una legge sul libro che regoli la selvaggia politica di sconti dei colossi editoriali, possa essere di qualche aiuto la pur lodevole iniziativa di raccolta firme dell’ALI (Associazione Librai Italiani) a sostegno delle librerie storiche. A volte, su qualche quotidiano, compare un breve trafiletto che deplora la chiusura di un’altra di queste botteghe di cultura, magari aperta da più di mezzo secolo, ma pochi se ne accorgono, rapiti dalla pubblicità a piena pagina dell’ultimo best seller venduto con sconto del 30% nel vicino centro commerciale.

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4 Risponde a È a Messina la migliore libreria d’Italia del 2010

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    MalaStaff 30/09/2011 a 16:26

    ..ciao, bellismo articolo, ma la spiaggia in foto è proprio quella di SCILLA (RC) che ovviamente c’entra assai poco con Messina, protagonista dell’articolo, se non per il solo fatto di esserne “dirimpettaia”..

    Saluti
    QuelliChe.. Malanova.it

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      Laura Dabbene 04/10/2011 a 23:34

      Grazie mille della segnalazione. E’ probabile che cercando una foto di Messina il web abbia restituito questa. L’autrice, tanto amante della Sicilia ma di origini nordiche, non sarebbe mai stata in grado di riconoscere la differenza e se ne scusa!

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  2. Pingback: MalaPubblicità: Per MSC Crociere, Scilla è “ancora” il Porto di Messina

  3. avatar
    Laura Dabbene 11/10/2011 a 09:49

    Sostituita la foto ‘incriminata’, sperando questa volta che la fonte http://www.sicilia-sicilie.net non ci abbia tratto in inganno. Ci spiace ancora per la svista e di nuovo ‘grazie’ agli amici e lettori di Malanova.it per averci (‘impietosamente’ ma con ironia, dote che ci piace tanto!) segnalato l’errore.

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