Dylan Dog, dove è l’incubo?

Locandina

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No pulse? No problem”. Il cuore non batte? Nessun problema.

Questo era il biglietto da visita con cui Dylan Dog, il celebre indagatore dell’incubo di Londra (e per chi non lo sa, residente in Craven Road) si presentava ai suoi clienti per risolvere tutti i loro problemi legati al soprannaturale: mostri, spiriti, fantasmi. Infestazioni e poltergeist. Fenomeni incredibili a cui il buon investigatore privato, nel suo perfetto abbigliamento camicia rossa e giacca nera ha sempre portato soluzione. Ma a seguito di un terribile incidente durante una sua indagine, Dylan (Brandon Routh) ha deciso di dedicarsi ad altri obiettivi, trasferendosi in America, divenendo una spia per mariti e mogli traditi dai propri consorti.

Sarà una ragazza, Elizabeth (Anita Briem) a cui è misteriosamente morto il padre, una terribile setta di vampiri in lotta contro un altrettanto agguerrito gruppo di licantropi affamati per il controllo di uno speciale artefatto, il cuore di Belaial (una terribile bestia capace di distruggere il mondo) e il decesso di un suo caro amico, Marcus ( Sam Huntington) a far tornare Dylan sui passi che aveva abbandonato e riportare così l’equilibrio a New Orleans.

Il regista Kevin Munroe si è divertito, per così dire, nello spostare il personaggio creato da Tiziano Sclavi dal fumetto al cinema in una storia assai divertente, ma che delude sotto molti aspetti. Il “Dylan Dog” della pellicola, già in partenza povero dei suoi personaggi di punta (Groucho, l’ispettore Block, ma anche Xabaras e il mercante Hamlin e la prostituta Bree Daniels), si dimostra essere un perfetto belloccio americano (e non quindi un bizzarro e affascinante londinese come tutti gli amanti del comic ricordano). Cosa ancora più grave, il personaggio interpretato da Routh pur risultando credibile in alcune sue affermazioni e didascalie (“Giuda ballerino”), tende a perdere la profondità analitica del suo omonimo su carta.

Una scena del film

Una scena del film

La trama tuttavia è curiosa anche se spesso si blocca su alcuni momenti chiave che andrebbero ulteriormente sviluppati e che invece sembrano fuoriuscire dal caso o da intuizioni poco sincere. Si parte da un mistero per arrivare a qualcosa di più grande, ma proprio quest’ultimo trascende nella banalità e nella fantascienza. I lettori più assidui della collana edita da Sergio Bonelli potranno sicuramente lamentarsi del fatto che al loro beniamino è stato tolto quel senso del possibile nell’impossibile che permea tutte le storie dell’indagatore dell’incubo.

I personaggi tuttavia sono comunque quelli a cui si è abituati: uomini lupo famelici, morti viventi (che vivono tra gli uomini confondendosi tra loro e che si nutrono di avanzi invece di azzannare la gente) e figli di Dracula. Proprio questi ultimi, le creature della notte per eccellenza, rappresentano più di tutti il lato oscuro dell’umanità, la perversione, la droga, l’astuzia. Come a dire che nella società il male può presentarsi nelle forme più imprevedibili e nelle persone più comuni.

Dylan Dog” risulta così essere un prodotto che sicuramente farà incassi al botteghino, ma anche un salsa horror che non mette di certo paura e che purtroppo ha reso una nostra creazione una dannata americanata a cui bisognerà riflettere. Saranno in molti a rimpiangere, dopo aver visto questa pellicola, “Dellamorte Dellamore”, il celebre film interpretato da Rupert Everett e Anna Falchi ispirato all’amato detective britannico e diretto da Michele Soavi.

Adriano Ferrarato

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5 Risponde a Dylan Dog, dove è l’incubo?

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    Groucho 18/03/2011 a 16:03

    Che delusione, pessimo film, pessima sceneggiatura.
    Hanno rovinato un capolavoro dei fumetti…

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    Chiara Campanella 18/03/2011 a 16:20

    ok, allora non andrò mai a vederlo :-)

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    Adriano Ferrarato 18/03/2011 a 18:35

    Purtroppo è una americanata bella e buona…..ancora non capisco perchè il regista ha voluto lavorarci così….

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    Stefano Bottega 18/03/2011 a 21:18

    Sicuramente meglio Dellamorte Dellamore…e ho detto tutto

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      francescadorothy 18/03/2011 a 23:40

      anche perchè dylan è stato disegnato sui lineamenti del mitico rupert… <3

      Rispondi

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