Due papi per una sola Chiesa?

Benedetto XVI dimissioni papa ratzinger

Papa Benedetto XVI tornerà dal 1 marzo a essere Joseph Ratzinger

Morto un papa, se ne fa un altro. Non sempre, non questa volta: il prossimo conclave si riunirà mentre il precedente pontefice sarà ancora in vita. Chi avrebbe mai immaginato che il 2013 potesse iniziare con le dimissioni di un papa e un conclave? Certo, Benedetto XVI ha ormai un’età in cui un conclave, anche improvviso, non sarebbe stato del tutto inatteso: eppure le modalità con cui si è giunti a questa convocazione del Sacro Collegio è sicuramente inedita e, quindi, ha colto completamente impreparati cristiani e non, compresi i cardinali.

A essere ancora più stupefacente è il panorama che si staglia all’orizzonte: una Chiesa cattolica che avrà quasi due papi, almeno per un po’. Uno e mezzo, diciamo così. Entrambi entro le mura vaticane, così vicini eppure separati da un velo impalpabile, oggi difficile da misurare. Riusciamo a immaginare come sarà questa Chiesa e questo Vaticano che ci terranno compagnia per qualche anno?
Joseph Ratzinger, vescovo emerito di Roma, non scomparirà certo nelle segrete vaticane: conoscendolo un po’, si può ragionevolmente immaginare che trascorrerà questi suoi ultimi anni in preghiera e studio, meditando da buon teologo qual è le Scritture. Poi il papa, quello nuovo, sacro pontefice, Vicario di Cristo, Servo dei Servi di Dio. Il vescovo di Roma, alla testa della cristianità cattolica, quasi un miliardo di persone che guarderanno a lui come guida spirituale. Un peso enorme che, questa volta, l’insolito compagno di viaggio potrebbe addirittura rendere più disumano.

Come reagirà la Chiesa a questo dualismo? Nessuno scisma, questo è certo: anche nell’epocale portata di questo evento, la Chiesa sembra unita e compatta nell’appoggio al pontefice dimissionario, stremato dalla fatica; dal 1 marzo Joseph Ratzinger troverà quella pace che da tempo gli mancava.
Abbiamo da affrontare una situazione nuova per tutti: per quanto in passato già ci siano stati papi dimissionari, mai come oggi la figura del predecessore resterà ingombrante per chi lo seguirà sul Soglio pontificio.
Molti escludono che Benedetto XVI – Joseph Ratzinger – influirà sull’elezione del nuovo papa: eppure il suo silenzio parlerà a lungo e sarà un silenzio violento come un uragano. Le sue scelte per il conclave Ratzinger le ha già compiute: la composizione del Collegio cardinalizio, portato di recente a 117 elettori. Saranno questi cardinali a tenere nel conclave il Ratzinger-pensiero, in qualche modo. Non è possibile credere che in questo conclave il peso delle scelte degli ultimi due pontefici, che hanno lavorato in grande continuità, non sia rilevante o, addirittura, determinante.

Delicatissimo sarà anche il regno del nuovo papa, perlomeno fino a quando Ratzinger sarà vivo e coinquilino del nuovo vescovo di Roma. Ma possiamo immaginarci un incontro nei giardini, questa primavera, tra l’anziano prelato bavarese e chi occuperà il suo scranno il mese prossimo. Magari in un pomeriggio di maggio, con i fiori che illuminano i viottoli verso il tramonto, i due cammineranno fianco a fianco, scambiandosi opinioni e consigli: l’uno indicando possibili strategie di governo della curia, l’altro fornendo pareri sui nuovi testi del dotto teologo.
O forse non si incontreranno mai, ognuno a rincorrere i suoi guai…

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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