Due ore di grande blues con Eric Sardinas

Due ore di sano blues rock ieri sera al Land of Live di Castellanza (Varese) nel concerto del bluesman americano Eric Sardinas. Il quarantaduenne chitarrista originario di Fort Lauderdale (Florida) ha deliziato il pubblico con una energica performance fatta di sudore, passione, lunghe improvvisazioni e grande blues rock.

Eric Sardinas

Sardinas è un musicista eccezionale: nato mancino, ha imparato a suonare la chitarra da destro, creandosi un sound bluesy tutto suo, con una spiccata preferenza per la chitarra resofonica. Uno stile che affonda le sue radici in classici del blues come Muddy Waters, Elmore James, Charlie Patton, Bukka White, Robert Johnson; a cui Sardinas ha aggiunto la carica del rock: il risultato è uno stile chitarristico molto personale e accattivante, caratterizzato da un massiccio e veloce uso dello slide o bottleneck.

In più di dieci anni di carriera Sardinas ha sfornato 5 album, un ep, e ha suonato dal vivo praticamente ovunque. Le sue esibizioni live sono un’esperienza assolutamente imperdibile: ottimamente supportato dalla sua band, i Big Motor (composti da Levell Price al basso e Chris Frazier alla batteria), che gli forniscono il giusto granitico accompagnamento blues, Sardinas mette anima e corpo sul palco, dimostrando di avere un’energia incredibile soprattutto nelle lunghe e frequenti improvvisazioni che rendono i brani molto più lunghi ed accattivanti rispetto alle corrispondenti versioni su disco.

Da menzionare anche il grande feeling che il musicista americano è in grado di creare con il pubblico, con il quale spesso instaura un vero e proprio dialogo in brani acustici nel vero senso della parola: Sardinas rimane da solo sul palco, stacca l’amplificazione dalla sua chitarra e senza l’uso del microfono canta direttamente al pubblico, come se fosse un bluesman di strada.

La scaletta ha toccato tutti gli album da lui pubblicati, con brani classici come Down to Whiskey, I Can’t be Satisfied, fino a Road to Ruin e County Line, estratti dal recente Stick & Stones datato 2011. All’interno dello spettacolo, anche due brevi assoli di basso e di batteria (giusto spazio lasciato dal riccioluto chitarrista ai suoi due comprimari) e le consuete lunghe improvvisazioni di Sardinas, un autentico funambolo della sei corde.

Quasi due ore di grande musica, grazie ad un musicista eccezionale, istrionico e trascinatore sul palco ma non per questo arrogante o cafone: molti infatti sono stati i ringraziamenti del chitarrista a fine concerto e gli attestati di stima nei confronti dei presenti e dell’Italia in generale, nonostante il pubblico, peraltro molto partecipe, non fosse molto numeroso. Segno di come spesso nel nostro paese apprezzare la vera musica sia un privilegio di pochi.

Alberto Staiz

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