Droga: diminuisce il consumo, aumenta il commercio online

Sempre meno gli italiani che fanno uso di droga, occasionalmente o frequentemente

Roma – È stata presentata stamattina in Parlamento la relazione annuale del Dipartimento Politiche Antidroga sul consumo delle sostanze stupefacenti in Italia nel corso del 2012. Secondo la ricerca, i due dati più evidenti sono l’altissima percentuale di italiani “puliti”, che non hanno assunto alcuna droga negli ultimi 12 mesi, e il preoccupante aumento del commercio di stupefacenti attraverso veri e propri “online store”, negozi raggiungibili via internet, in violazione delle disposizioni correnti.

Secondo la relazione, la droga più consumata in Italia è la cannabis, con il 21,43% di giovani che ne fanno uso, un dato in aumento del 2,29% rispetto alla rilevazione annua precedente. Aumenti di lieve entità che sono registrati anche nel consumo di stimolanti e allucinogeni, in particolari nelle regioni del Nord.

In generale, il trend osserva una ennesima riduzione nella fascia di età 15-64 anni, al pari degli altri paesi dell’Unione Europea, secondo i dati che l’Osservatorio Europeo, con sede a Lisbona, ottiene attraverso l’analisi incrociata dei dati degli istituti di cura, pubblici e privati, e il controllo delle acque reflue.

Per quanto riguarda gli italiani “puliti”, la percentuale è del 95,04% nell’arco 2012-2013. Ciò vuol dire che, a fronte di una popolazione ufficiale di 60 milioni di persone (escludendo quindi gli afflussi turistici), circa 57 milioni di italiani non hanno usato alcuna droga nell’anno precedente, a fronte di quei 3 milioni di “drogati” che, in particolare, si sono concentrati sulla cannabis, riducendo il consumo nei primi anni 2000, e rimanendo stabili nell’ultimo biennio.

Ciò che preoccupa di più è la presenza, a livello globale, di oltre 800.000 siti web che permettono l’acquisto di droga, e l’accesso dei giovani, in aumento del 3% nella fascia 15-19 anni, quella cioè maggiormente presente in rete. I siti, secondo la relazione, «offrono contemporaneamente anche altre sostanze stupefacenti oltre alla cannabis, quali oppiacei cocaina, cannabinoidi sintetici, mefredone, piperazine et similia».

Il dato sui tossicodipendenti, ovvero consumatori abituali e cronici di droga, si ferma a 438.500 individui, dei quali 277.748 non sono in cura (il 63% circa del totale), e 160.752 lo sono. Il dato è in netto calo rispetto al 2011, quando la stima era di 477 mila tossicodipendenti. La maggiore incidenza della patologia cronica si riscontra in Liguria, Basilicata, Sardegna, Molise e Toscana, dove la prevalenza è di circa 6 soggetti ogni 1000 residenti. I soggetti sono trattati al 75% per consumo primario e prevalente di oppiacei e derivati, il 15% per consumo di cocaina e poco meno del 9% per quanto concerne la cannabis. Sul piano secondario, cannabis e cocaina occupano il 59% del totale dei consumi.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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