Draghi: i governi recuperino credibilità finanziaria. Lunedì la manovra Monti

Mario Monti (blog.panorama.it)

BRUXELLES – E’ dalla città di Bruxelles, cuore di Eurolandia, che arrivano le notizie e le dichiarazioni più attese in questi giorni considerati i più difficili, e decisivi, per la moneta unica europea.

Ieri Monti, all’Ecofin, ha rilanciato la sua posizione favorevole sugli eurobond e annunciato che lunedì in Consiglio dei Ministri arriverà la manovra, improntata su criteri di rigore, equità e crescita. Molto dirette, come sempre, le sue parole: «Se l’Italia manca questo passaggio o non fa ciò che ci si attende, le conseguenze sarebbero molto gravi».

Il primo ministro ha ribadito che l’Italia non ha chiesto aiuti nè l’intervento del Fmi, esprimendo poi addirittura perplessità sui modi con cui verrbbero attuati piani di ‘aiuto’ attraverso il Fondo europeo salva Stati e la Bce. Monti ha però detto di aver incontrato Reza Moghadam,  il nuovo direttore per l’Europa del Fondo monetario internazionale, in vista di un monitoraggio della situazione dell’Italia da avviare o dopo il varo delle misure anticrisi, o addirittura dopi il vertice dell’8 e 9 dicembre prossimi. sarà questo un incontro fondamentale tra i leader europei, chiamato a decidere su interventi decisivi per il futuro dell’Europa e la sua tenuta sui mercati.

Monti ha poi fatto cenno alle tempistiche. «Agiremo rapidamente, ma siamo in una situazione straordinariamente delicata, e certi passaggi, certe ritualità che sarebbero gradite a tutti, forse non sarebbero a vantaggio del Paese e dei cittadini». Ha inoltre aggiunto:  «Una manovra finanziaria in genere richiedeva 5-6 settimane per essere messa a punto. Se la variamo il 5 dicembre è comunque un record».  Obiettivo finale è  il pareggio di bilancio nel 2013, attraverso riforme strutturali già nel breve termine che consentano al Paese di restare al fianco dei ‘grandi (Francia e Germania), mantenendo un rapporto paritario di scambio.

Tutto sembra quindi pronto, nel governo Monti, per riacqusitare ciò che oggi Mario Draghi, sempre da Bruxelles, ha auspicato, cioè un recupero di credibilità finanziaria. Il presidente della Banca centrale europea, durante l’audizione al Parlamento Europeo, ha confermato che le difficoltà che opprimono le banche si devono allo stress sulle obbligazioni del debito sovrano. La necessità primaria, per Draghi, è nuova struttura di bilancio unica a livello dell’Eurozona, la quale sarebbe il migiore e più importante segnale per i mercati.

Il presidente Bce ha evidenziato come i recenti cambi di governo – in Grecia e in Italia – non abbiano ancora avuto effetti considerevoli sulle borse: «Siamo ancora in una fase difficile e i meccanismi predisposti dall’Unione non sono ancora visibili».

Laura Dabbene

foto wakeupnews.eu

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