Donne in guerra, l’Inghilterra divisa dal maschilismo dell’esercito

L'impiego di donne in prima linea è vietato dalla legge britannica, ma il dibattito infuria sulle modifiche: per i militari non hanno "istinto omicida"

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Donne in guerra: infuria il dibattito britannico (global.com)

Londra – L’esercito britannico contro le donne in guerra: così si potrebbe riassumere il dibattito che infervora i militaristi d’oltremanica in questi giorni, mentre ministeri e Parlamento discutono dell’impiego delle donne in prima linea nelle missioni di guerra e alti ufficiali delle forze armate bollano come «carenti di spirito omicida» le donne arruolate nelle loro fila.

RICHARD KEMP – Il polverone è stato sollevato soprattutto dalle dichiarazioni di Richard Kemp, colonnello in pensione dell’esercito di Sua Maestà, per anni al comando delle truppe britanniche in Afghanistan. Secondo Kemp la presenza delle donne nelle zone di combattimento «danneggerebbe le capacità belliche e comprometterebbe la coesione fra le truppe», poiché carenti di istinto omicida. «Servire al fronte richiede un’etica da guerrieri e un legame cameratesco» ha ricordato Kemp al Times, prima di spiegare che «le donne non sono adatte a una banda di fratelli pieni di testosterone». Per Kemp, insomma, le donne dovrebbero stare a distanza dal combattimento, anche se ne ha riconosciuto un utile ruolo di supporto nelle seconde file. Per lui l’intero dibattito sulla questione è dovuto a un’eccessiva priorità data «al politicamente corretto» a discapito della sicurezza delle truppe.

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Richard Kemp, colonnello in pensione contrario all’impiego delle donne in prima linea (militaryspeakers.co.uk)

PHILIP HAMMOND – Differente il parere di Philip Hammond, già ministro della Difesa e ora agli Esteri, che a maggio aveva dichiarato come fosse «giunto il momento di mettere da parte questa immagine da macho dell’apparato militare»; le parole del ministro, al cui posto c’è oggi Michael Fallon, sollevarono contestazioni dalle aree più conservatrici del paese e della stampa, mentre furono positivamente recepite dalle femministe britanniche. Già allora si era a lungo dibattuto sulla capacità delle donne di sopportare il combattimento e le sue fatiche fisiche e psicologiche, mentre si facevano avanti delle proposte di legge per abolire le normative che al momento tengono le donne distanti dalla prima linea.

Philip Hammond, ministro conservatore, in lotta contro il machismo militare (telegraph.co.uk)

Philip Hammond, ministro conservatore, in lotta contro il machismo militare (telegraph.co.uk)

POLEMICA POLITICA– Le dichiarazioni di Kemp e di Hammond hanno inevitabilmente sollevato polemiche e dibattiti in tutto il Regno Unito, alimentando un fuoco che rimaneva sopito ma doveva prima o poi essere affrontato. Proprio in questi mesi, però, la questione è diventata anche strettamente politica: se il ministero ha smentito ogni ricostruzione fantasiosa delle divisioni parlamentare in materia, è stato invece chiarito che «non abbiamo ancora preso una decisione e ogni ipotesi di queste ultime ore è inaccurata». Il Parlamento britannico voterà a breve una proposta del governo, probabilmente prima di Natale, ma ancora non si conosce quali saranno i contenuti di questa proposta.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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