Donetsk, bombardata una scuola. E il ‘cessate il fuoco’?

Nella mattinata di oggi, una scuola di Donetsk è stata colpita da dei razzi lanciati dall'esercito di Kiev. Dieci i morti accertati finora

donetskI colloqui di pace non fermano le bombe su Donetsk, colpita stamattina dall’artiglieria dell’esercito di Kiev. Il bilancio, al momento provvisorio, è di dieci morti e quaranta feriti. Si tratta dell’attacco più duro dall’entrata in vigore del ‘cessate il fuoco’, firmato a Minsk il cinque settembre scorso.

COLPITA UNA SCUOLA – Un colpo di mortaio, caduto a pochi metri da una scuola, ha causato quattro morti e otto feriti. Un bilancio che poteva essere ben più grave, considerando che l’attacco è avvenuto nel giorno in cui circa settanta studenti sono rientrati a scuola per l’apertura del nuovo anno scolastico. Secondo quanto dichiarato dal municipio di Donetsk, tra le vittime non ci sono bambini, immediatamente accompagnati nei rifugi dagli insegnanti. Altre sei persone sono rimaste uccise da un razzo caduto su un piccolo autobus nelle vicinanze.

LA RUSSIA PROTESTA – Immediata la reazione di Mosca, che, tramite il Ministero degli Esteri, ha giudicato «estremamente cinico» l’attacco di questa mattina. Si attendono tuttavia altre comunicazioni dal Cremlino nelle prossime ore, di fronte ad un avvenimento che potrebbe far vacillare la stabilità degli accordi raggiunti finora.

LE PARTI SONO LONTANE – Non sembra intanto colmabile la distanza tra le parti sul futuro del Paese. Le autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno da tempo fatto sapere che non firmeranno accordi che non prevedono la loro indipendenza da Kiev. Ipotesi seccamente rifiutata dal governo ucraino, che si è detto disponibile a trattare per garantire un’ampia autonomia alle regioni.

NODI GEOPOLITICI – Continuano intanto i colloqui relativi al programma di sanzioni adottato contro la Russia. Al centro del dibattito europeo il rifiuto posto dalla Serbia di non aderire alle misure varate all’Unione Europea. Il nuovo Commissario per l’allargamento, Johannes Hann, ha affermato che Belgrado dovrebbe riconsiderare la propria decisione di non aderire alle sanzioni se vuole procedere nel suo cammino verso l’Unione Europea.

 

Carlo Perigli
@c_perigli


foto: rt.com

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