Dominati dal web…dilaga la “Social Network Addiction”

Aumentano i dipendenti da internet e al “Gemelli” di Roma apre l’ambulatorio per la riabilitazione

di Fabrizio Giona

1-1211028343khMTRoma – Intere giornate intrappolati nella rete, tra chat e social network, come Facebook e Msn: nell’epoca in cui l’uomo sembrava dominare il mondo, si viene risucchiati nel vortice della dipendenza da internet.

I nostri cugini inglesi la chiamano “Social Network addiction” ed è una sorta di dipendenza da connessione, aggiornamento e controllo della propria pagina web e da amicizia. Una dipendenza che nei casi patologici provoca un comportamento ossessivo verso il web, generando, al pari di altre dipendenze, effetti negativi sul benessere psico-fisico dell’individuo. Quando non si è connessi o quando la connessione non è possibile, si presentano seri sintomi psicologici come ansia, depressione, attacchi di panico, paura, insonnia, insicurezza, così come tutte le altre conseguenze psicologiche negative tipiche delle dipendenze come craving (presenza sempre maggiore di pensieri fissi) tolleranza e astinenza.

Ad essi vanno aggiunti i distrubi a livello fisico come ad esempio emicrania, stress oculare, iper-sudorazione, tachicardia, tensioni, crampi e dolori muscolari. E per completare il quadro, problemi sociali, familiari, affettivi e lavorativi, quali ritardi o assenze a scuola o a lavoro, graduale isolamento, distorsione dei rapporti affettivi e sociali, disgregazione dal gruppo familiare ed amicale.

Ecco perché, dopo Cina e Stati Uniti, anche in Italia arriva un ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder, attivo dal 2 novembre all’interno del day hospital psichiatrico del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma. Questa unità operativa di consultazione psichiatrica – diretta dal Prof. Pietro Bria – promuove terapie di disintossicazione dal mondo virtuale, secondo un protocollo di intervento strutturato in tre passi: un colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza, alcuni incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante e l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione, al fine di riattivare un contatto reale con la società.

«Garantiremo ai nostri pazienti di contenere quel malessere che per molti durante l’astinenza dal web si trasforma in ansia, depressione e paura di perdere il controllo di ciò che accade in internet», interviene così lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore dell’associazione “La Promessa”, che collabora all’attività. Lo stesso Tonioni spiega che vi sono diversi tipi di dipendenze: il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), il cyber-relational addiction (social network), il net-compulsion (gioco d’azzardo, shopping e commercio online), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali o di ruolo). Diversi tipi di dipendenze innescate e portate avanti dagli stessi meccanismi psicologici e neurologici di piacere, soddisfazione, affettività ed autostima.

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Quello della dipendenza dal web è un fenomeno in continua e rapida crescita. Secondo gli esperti, su Facebook, almeno 2 iscritti su 10 ne sono dipendenti mentre, secondo i dati di uno studio dell’Universita’ di Perugia, su 10 persone 4 possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente. Dall’analisi di oltre 100 mila ragazzi fra i 15 e i 21 anni, effettuata da un gruppo di lavoro interuniversitario (Università di Palermo, Policlinico Gemelli di Roma e Università D’Annunzio di Chieti), è emerso che il 3,7% mostra una forma grave di dipendenza comportamentale.

Dati però che non stupiscono. Basta pensare che in pochi anni Facebook è divenuto uno dei dieci siti maggiormente cliccati e frequentati del web, acquisendo in breve tempo milioni e milioni di utenti in tutto il globo. E nel 2008 la diffusione di Facebook è stata così esponenziale da posizionare l’Italia al primo posto della classifica mondiale dei paesi con maggiore percentuale di incremento utenti.

Da dominatori a dominati…il passo è stato breve! E prima che sia veramente troppo tardi, conviene staccare la spina del pc e andare a fare una bella passeggiata all’aria aperta. Mente e corpo ne trarranno sicuramente beneficio!

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4 Risponde a Dominati dal web…dilaga la “Social Network Addiction”

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    Elisabetta 20/11/2009 a 13:13

    Molto interessante! Pensare che gli Italiani sono il popolo in Europa con la più bassa percentuale di famiglie che possiede un personal computer!! Questo significa che tale uso smisurato proviene da quegli specifici gruppi di popolazione che ha e usa il pc e i social network: gli adolescenti!! Ci sono dati su chi sono gli individui maggiormente colpiti da questo disturbo?

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    Fabrizio Giona 20/11/2009 a 17:03

    Elisabetta ci sono un paio di studi, uno americano, l’altro inglese, ma sono rivoli all’intera popolazione e non fanno riferimento ad una particolare categoria/classe d’età. E’ certo che i più giovani sono colpiti dalla sindrome della social network adction ma non è da sottovalutare la nomofobia (no-mobile phone) che è la sindrome da disconnessione da cellulare e da connessione internet. di questa ultima, a quanto pare, sono più interessati gli individui, lavoratori più avanti con l’età. Sto continuando il mio studio…presto farò un reportage sull’argomento…spero di riuscire ad avere anche pareri da esperti del settore.

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    Anonimo 21/06/2010 a 21:59

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    Anonimo 30/06/2010 a 20:52

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