Divorzio e comunione, cinque cardinali contro Francesco

Sul tema dei Sacramenti ai divorziati, Comunione in particolare, cinque cardinali dissentono pubblicamente dalla linea di Kasper, appoggiata da Francesco

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Papa Bergoglio apre alla comunione sui divorziati, ma cinque cardinali contestano

Città del Vaticano – C’è un libro che spacca la Chiesa: “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica” espone la linea intransigente di cinque cardinali, in netto contrasto con la relazione di Walter Kasper, il cardinale a cui papa Bergoglio aveva assegnato la relazione in vista del Sinodo sulla famiglia.

PERMANERE NELLA VERITÀ – La linea dei cinque cardinali è chiara, come illustra per il Corriere della Sera il curatore, Robert Dodaro: «Gli autori di questo volume sono uniti nel sostenere fermamente che il Nuovo Testamento ci mostra Cristo che proibisce senza ambiguità divorzio e successive nuove nozze sulla base del piano originale di Dio sul matrimonio disposto da Dio» nelle Scritture. Da lì nasce la condanna netta all’apertura di Kasper, che aveva parlato di porre al centro la “misericordia” nella relazione sacramentale, comunione inclusa: «La soluzione “misericordiosa” al divorzio sostenuta dal cardinale Kasper non è sconosciuta nella Chiesa antica, ma di fatto nessuno degli autori giunti a noi e che noi consideriamo autorevoli la difende. Anzi, quando la accennano, è piuttosto per condannarla come contraria alla Scrittura. Non c’è niente di sorprendente in questa situazione: gli abusi ci possono essere occasionalmente, ma la loro mera esistenza non garantisce che non siano abusi, tanto meno che siano modelli da seguire».

KASPER, FRANCESCO, IL SINODO – Le parole proferite da Kasper durante il Concistoro avevano fatto sperare a molti in un cambiamento della Chiesa su spinta papale, un cambiamento anche radicale che ottenesse tutto sommato resistenze minime; d’altronde il Papa è stato eletto dai cardinali ed è impensabile che non conoscessero le posizioni misericordiose di Bergoglio già prima del Conclave.

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Il cardinale Muller, guida dell’opposizione a Francesco/Kasper (saltandlighhttv.org)

UN LIBRO PER CINQUE – I cardinali che hanno messo mano al libro sono cinque: alla loro guida c’è Gerhard Ludwing Muller, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – già “inquisizione” – poso a guardia dell’ortodossia della Chiesa e dei suoi componenti da Benedetto XVI. Con lui si sono schierati Raymond Leo Burke, Walter Brandmuller, Carlo Cafarra e Velasio De Paolis.

NON POSSUMUS, GLI ORTODOSSI, TWITTER – La posizione assunta da Kasper si trova uno storico “non possumus” come risposta: le stesse parola dette da Clemente VII ad Enrico VIII, re d’Inghilterra in cerca di divorzio per cambiar molto. La vicenda si concluse con uno scisma che dura tutt’ora e che fa soffrire milioni di cristiani: l’augurio è che il confronto Muller-Kasper sulla comunione ai divorziati non si concluda allo stesso modo.
La condanna si spinge anche ai fratelli ortodossi, che sulla comunione hanno una linea più caritatevole in materia: «La pratica ortodossa orientale attuale della oikonomia nei casi di divorzio e seconde nozze ha origine per lo più nel secondo millennio, e sorge in risposta alla pressione politica degli imperatori bizantini sulla Chiesa». Una perla di ecumenismo, in caso il dialogo con le Chiese orientali andasse troppo bene.
A rispondere ai cinque cardinali ci pensa Twitter, che anticipa il Papa:

 

«NON PECCARE PIÙ» – Stupisce, allora, che i cardinali si rifacciano all’episodio dell’adultera, nel Vangelo di Giovanni. Lì Cristo salva la donna dalla condanna a morte, riconsegnandola alla vita nella Carità, con l’esplicito suggerimento: «va e non peccare più». La medesima frase diventa la guida dei cinque cardinali dissidenti, che vi vedono l’impossibilità teologica per quei divorziati risposati civilmente di non ripetere il peccato, la nuova famiglia.
Lo scontro per la comunione è proprio qui, sulla definizione ultima di peccato e, di conseguenza, su dove si possa spingere la misericordia della Chiesa: un nuovo problema per papa Francesco.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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