Disoccupazione in aumento? Le cause spiegate nello studio del Hays

(giovanilavoro.it)

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La società di ricerca Global Skill Index ha pubblicato i risultati della statistica sui disoccupati che fra un ventennio ammonteranno ad un miliardo. Lo studio è stato diretto dall’Oxford Economics e dal Hays, società internazionale di reclutamento dirigenti. È venuto alla luce il problema fondamentale della disoccupazione: l’offerta non corrisponde alla domanda delle aziende.

In questo studio c’è anche un dossier sull’Italia che attualmente ha toccato il 40% di disoccupati, soglia massima raggiunta ad agosto, compresi in una soglia di età tra i 15 ed i 24 anni. Se invece si fa un calcolo complessivo delle persone disoccupate in età da lavoro si arriva al 12,2%. Alla base del problema della disoccupazione italiana c’è l’instabilità politica, la difficoltà di ricevere investimenti da stati esteri e una brutta reputazione a livello europeo.

Eppure l’Italia potrebbe essere  un mercato fertile per reclutare personale valido visto l’alto tasso di persone senza lavoro ma sicuramente capaci.  A completare il quadro drammatico ci si mette anche una legislazione del lavoro  cavillosa e le pressioni dei sindacati. Questi problemi rendono il Bel Paese meno competitivo seppure avrebbe da offrire stipendi più alti rispetto alla media europea. Anche gli organi preposti all’istruzione come l’università hanno delle falle consistenti e si attengono ad un sistema rigido.

La carta vincente è la fuga di cervelli verso quei paesi in via di sviluppo o anglosassoni da sempre abituati ad ospitare una migrazione consistente di lavoratori esteri. Il profilo più ricercato attualmente? Colui che ha competenze specifiche nell‘Information Tecnnology, o chi ha una laurea in ingegneria o ancora chi è disposto a trasferirsi. Il modo più rapido per trovare lavoro è via web e adesso anche in Italia si impone una selezione attraverso i profili creati su i social network.

Giulia Orsi

Foto: giovanilavoro.it

 

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