Disoccupato in affitto, l’uomo sandwich alla ricerca del lavoro

 

Uno degli aspetti più preoccupanti riguardo la crisi che stiamo attraversando è senz’altro l‘elevato tasso di disoccupazione, giunto ormai a livelli preoccupanti. Per raccontare quest’Italia, in cui il lavoro sembra quasi essere diventato una chimera, Pietro Mereu e Luca Merloni (Mutande di ricambio) propongono una divertente quanto paradossale provocazione: il ‘Disoccupato in Affitto’.

Mereu, realmente disoccupato ai tempi della realizzazione, indossa un cartellone su cui campeggia la scritta “DISOCCUPATO IN AFFITTO” e si avventura in un viaggio tragicomico alla ricerca di un lavoro per le strade di nove città del nostro Paese. Un’impresa coraggiosa che dà modo allo spettatore di toccare con mano lo stato reale delle cose: una situazione drammatica che solo oggi sta iniziando a fare capolino nei media generalisti, cosa piuttosto strana considerando che il documentario è stato girato nel 2010.

Il disoccupato, novello uomo sandwich, troverà simpatia, sbigottimento, molte dimostrazioni di solidarietà ma ben poche opportunità concrete di lavoro. Le reazioni più disparate ma accomunate da una grande preoccupazione per il futuro e da un senso di sfiducia quasi palpabile. Il viaggio dell’uomo sandwich è intervallato da vignette che raccontano l’origine di questa curiosa forma di comunicazione. I testi delle vignette sono di Bepi Vigna, uno dei tre papà dell’eroe fantascientifico a fumetti Nathan Never.

‘Disoccupato in Affitto’ è una provocazione ironica fatta con garbo, con gentilezza, una provocazione gentile che dimostra che per focalizzare l’attenzione su di un tema scottante non ci sia bisogno obbligatoriamente di toni aggressivi e di fare ricorso a immagini disturbanti. Merloni e Mereu tracciano una sorta di mappa emotiva degli italiani nei confronti della crisi del lavoro: si va da reazioni imbarazzate ad adesioni entusiastiche fino ad arrivare a richieste di cartelli simili a quello del protagonista. Il documentario ha il pregio di mettere sotto i riflettori una tematica scomoda e purtroppo diffusissima che tocca tutti da vicino ma che sembra essere un tabù da non affrontare.

La storia stessa della realizzazione è indice della resistenza a trattare questi temi: Pietro Mereu, autore televisivo, dopo alcune esperienze lavorative deludenti inizia a riflettere su quello che poi diventerà ‘Disoccupato in Affitto‘, concepito inizialmente come un format televisivo in cui si sarebbe messo in vendita in una vetrina.

Confrontatosi con Merloni prende forma l’idea di un uomo sandwich che giri per tutta l’Italia alla ricerca di occupazione. Una clip di prova mandata a varie case di produzione e televisioni cade nel vuoto. Evidentemente non si deve parlare di queste cose in televisione. I due autori non si lasciano abbattere e decidono di produrre da soli il documentario. Un’opera fortemente voluta che mette in luce la voglia d’informare in maniera originale e divertente, senza per questo ridurre la drammaticità della situazione.

Un’ulteriore dimostrazione di coraggio da parte di Distribuzione Indipendente che si conferma uno dei punti di riferimento per il pubblico più attento e curioso.

Davide Schiano di Coscia

 

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