Discesa al Tacco. Il Salento in tappe

Cava di bauxite, Otranto_nelsalento

Cava di bauxite, Otranto

Ci sono tanti posti che vale la pena visitare. L’Italia ne è piena, non a caso le è stato dato l’appellativo di Bel Paese.

Sulla strada che porta a Sud

Da nord a sud, le esclamazioni di stupore si sprecano: occhi sgranati e fiato sospeso (solo per pochi minuti  e per accompagnare le labbra lievemente schiuse, in apnea). Dopo aver percorso on the road oltre 1.000 chilometri, si raggiunge il Tacco che già per attraversarlo, dal suo nord al suo sud, di ore ce ne vogliono quattro. Accusando un po’ di indolenzimento agli arti e imprecando un po’ per il lunghissimo percorso, fino al sud del tacco d’Italia, vien da aprire con forza lo sportello e uscire dall’abitacolo dell’auto, finalmente. In piedi, l’animo si stiracchia in lunghezza e permette di riacquistare un po’ di serenità.

Lecce, santa Croce_nelsalento

Lecce, chiesa Santa Croce

Pit stop 1, Lecce

La prima fermata nella “discesa al Tacco” è Lecce. Bisogna darle atto di essere davvero molto bella.
I racconti sulla città barocca, sulla pietra leccese e sulla luce fotografica trovano piena corrispondenza.  Le gambe “comandano” di riprendere a camminare, e allora comincia il tour: Basilica di Santa Croce, Palazzo Celestini, la Villa comunale, le stradine e i balconi carichi di virtuosismi barocchi, piazza Sant’Oronzo, le chiese, i localini, le persone, quelle del posto e quelle con la cartina e gli occhi sospesi in aria.
Il caffè in ghiaccio con latte di mandorla, fresco, dissetante e zuccherino, dà nuovo vigore.

Cava di bauxite, Otranto_nelsalento

Cava di bauxite, Otranto

Pit stop vari, rotolando verso Sud

Il Salento è penisola lambita da due mari, Adriatico e Ionio, che si incontrano a Santa Maria di Leuca, nota ai più come Finibus Terrae.
Il piè freme, “vuole ballare”. E con questo si intende che vuole sì danzare la “pizzica pizzica” ma anche che è forte la voglia di scoprire questa terra, presentatasi già molto bene con Lecce.
Si ridiscende la costa adriatica fino alla “fine della terra”. Dirigendosi verso San Cataldo e percorrendo la costa adriatica fino ad Otranto, si incontrano la bellissima Grotta della Poesia, a Roca Vecchia, una piscina naturale scavata nella roccia che si annuncia con il frastuono di tuffi continui dalla sua sommità; Torre dell’Orso con “Le due Sorelle”, monoliti di roccia calcarea posti a dominio del mare sabbioso; Frassanito, location dei surfer, e Otranto con i Laghi Alimini, Baia dei Turchi e la rossa cava di bauxite (da non perdere!); poi Porto Badisco dove si racconta ci sia stato l’approdo di Enea e, ancora, procedendo Santa Cesarea Terme con le sue terrazze rocciose affacciate sul mare, Castro e Marina di Andrano con la Grotta Verde.  Prima di arrivare alla “fine della terra”, ci sono Tricase, Gagliano del Capo, dove ha luogo Ponte Ciolo altro punto panoramico per l’osservazione di tuffi matti, e, infine, Santa Maria di Leuca, le sue ville, le sue grotte e l’avvistamento dei due mari. Piace immaginare i due mari stretti in un abbraccio. A Sud, sud.

Gallipoli_nelsalento

Gallipoli

Terminal: Gallipoli

Dopo la scorpacciata di mare, visioni di terra rossa e pajare, resta tutto il versante ionico da percorrere in auto con tuffi che si intramezzano felici, tra una località e un’altra.
Si riprende con le spiagge di Lido Marini e Torre San Giovanni, poi una sosta rocciosa a Torre Suda e nella  spiaggia cool di Punta della Suina, a Mancaversa.
Prossima tappa? Gallipoli, centro storico a picco sul mar Ionio.
Stradine strette disegnano un labirinto, nessun Minotauro nel mezzo ma la bellissima Basilica di Sant’Agata. All’ingresso del centro storico, due “chicche”: il mercato del pesce, il castello angioino. Dopo un’esperienza a Gallipoli vecchio si è colto, con altissima probabilità, la parte più verace e, forse, la più autentica del Salento.

 

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