Discarica dei veleni a Bussi, stasera tornano sul caso Le Iene

Bussi

Gli agenti sigillano la zona (Lastampa.it)

Il caso: In Abruzzo 700.000 persone hanno bevuto per circa 25 anni acqua contaminata. A riportare all’attenzione del pubblico un dossier dell’Istituto Superiore di Sanità sono Le Iene che questa sera, grazie ad un servizio di Nadia Toffa affronteranno nuovamente un problema già sorto nel 2014.

UN’INCHIESTA CON OLTRE VENTI INDAGATI - «L’acqua contaminata è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila persone senza controllo e persino a ospedali e scuole» la contaminazione, avvenuta nella zona di Bussi ha compromesso le falde acquifere della Val Pescara, questo emergeva  dalla relazione dell’Istituto superiore di Sanità depositata nel 2014 e a seguito della quale iniziò il processo di Chieti con 20 indagati tra cui Montedison e Solvay (indagato per la mancata messa in sicurezza delle discariche che poi si costituirà parte civile), nella seconda tranche del processo, imputati per i reati di avvelenamento delle acque, disastro doloso, delitti colposi contro la salute pubblica, truffa e commercio di sostanze contraffatte e adulterate. Una mega discarica di veleni tossici industriali riversate nelle falde e negli acquedotti dal sito Montedison di Bussi sul Tirino, 250mila tonnellate di rifiuti seppelliti vicino al fiume Pescara.

TUTTI ASSOLTI - L’inchiesta partì dal Corpo Forestale in seguito alla scoperta di attività industriali in aree ad alto rischio per falda acquifera. La relazione di 70 pagine dei consulenti  Pietro Comba, Ivano Iavarone ed Enrico Veschetti fa ancora  tremare  i polsi: «La mancanza di qualsiasi informazione relativa alla contaminazione delle acque con una molteplicità di sostanze pericolose e tossiche, solo una parte delle quali potrà essere tardivamente e discontinuamente oggetto di rilevazione nelle acque, ha pregiudicato la possibilità di effettuare nel tempo trattamenti adeguati alla rimozione delle stesse sostanze dalle acque». Un vero e proprio disastro ambientale dunque, che forse non ha avuto la giusta attenzione mediatica. Il 19 dicembre 2014 tutti gli imputati sono stati giudicati non colpevoli per sopraggiunta prescrizione.

Serena Prati
@Se_Prati 

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