Diritto di strage. Gli Usa e il secondo emendamento

Dopo la strage avvenuta nei pressi di Washington, l'America torna a chiedersi se non sia il caso di modificare il secondo emendamento

swat

Alcuni menmbri dalla Swat entrano nel centro commerciale dov’è avvenuta la sparatoria

Gli Stati Uniti sono da molti considerati il Paese della libertà. Libertà di opinione e di espressione, libertà di culto, ma anche libertà di accumulare un arsenale privato. Alcuni dei possessori di armi da fuoco sono semplici collezionisti, cacciatori, persone preoccupate per la propria sicurezza. Il problema è che negli Usa le armi possono davvero finire in mano a chiunque, adolescenti confusi, persone con problemi mentali e addirittura serial killer. In America si può acquistare un fucile via posta e in Texas alcuni anni fa le leggi di un paesino prevedevano l’obbligo per ogni famiglia di possedere almeno un’arma, pena una multa salata. Viste queste premesse non stupisce che nel 2011 siano state oltre 30mila le vittime di armi da fuoco negli Usa, dove si stima che siano in circolazione oltre duecentosettanta milioni di armi, in media una per ogni abitante.

UN TRANQUILLO WEEK-END DI PAURA – Sono molte le stragi che si sarebbero potute evitare se le armi non fossero state alla portata di tutti. L’ultima in ordine cronologico è quella avvenuta alcuni giorni fa in un centro commerciale vicino a Washington. Sono le 11.45 di un tranquillo sabato e la gente si reca al centro commerciale per fare spese. L’atmosfera è rilassata, c’è chi pensa a come passerà la serata per divertirsi e chi invece pregusta già la tranquillità del proprio salotto. D’un tratto qualcosa rompe la monotonia della giornata. È la telefonata allarmata di una persona alla polizia. Questa persona racconta al centralino del 911 – l’equivalente americano del nostro 113 – che nel centro commerciale sta succedendo qualcosa di strano, sta sentendo dei rumori simili a spari, ma non ne è sicura perché li vicino stanno facendo dei lavori di costruzione. Pochi minuti dopo la tragica realtà spazza via ogni dubbio: nel centro commerciale è in corso una sparatoria. Gli attimi che seguono sono frenetici. Nel giro di pochi minuti la zona è circondata da auto della polizia, dal cielo gli elicotteri sorvegliano la zona e i team Swat – le teste di cuoio statunitensi – entrano immediatamente in azione. Nonostante la rapidissima reazione della polizia è troppo tardi. Il corpo del killer giace per terra senza vita e accanto al suo altri due cadaveri. L’uomo, come in preda alla follia, aveva aperto il fuoco sugli avventori del centro commerciale per poi suicidarsi sparandosi un colpo in testa. Il bilancio finale è di tre morti e quattro feriti, ma sarebbe potuta andare molto peggio; l’uomo  infatti aveva moltissimi proiettili e degli ordigni esplosivi artigianali innescati. Non si conoscono ancora i motivi che hanno spinto quest’uomo a un atto così estremo, ma il punto non è questo, perché se non avesse avuto armi di certo avrebbe agito in modo diverso e ora forse quelle tre persone sarebbero vive.

columbine

Un’immagine originale della Columbine con in primo piano i ragazzi killer

STRAGI ADOLESCENZIALI – I fatti di sangue come questi sono molto frequenti negli Usa, ma una cosa ancor più allarmante è che molte di queste stragi sono compiute da ragazzini adolescenti, arrabbiati per aver subito torti, che non si sentono accettati dagli altri o che giocano a fare i duri. Ne sono un esempio le stragi di Denver , dodici morti e cinquantotto feriti , e della Columbine High School di Littleton, in Colorado, quindici morti e ventiquattro feriti. In entrambi i casi dei ragazzini armati fino ai denti sono entrati nella loro scuola e hanno semplicemente aperto il fuoco su tutto ciò che si muoveva. Com’è stato possibile? Dove hanno preso tutte quelle armi e quei proiettili? Semplice, per posta. Non entriamo nel mondo della psicologia comportamentale per stabilire cos’abbia mosso in quei ragazzi il bisogno di uccidere dei propri coetanei, ma bisogna dire che quelli erano adolescenti come tanti, certo con i loro problemi e i loro complessi. Ma se non fossero stati armati quelle stragi non sarebbero avvenute.

GLI STATI UNITI E IL SECONDO EMENDAMENTO – Negli Stati Uniti la libera vendita e il possesso di armi da fuoco sono garantite dal secondo emendamento della costituzione che recita: «Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto». Anche a una lettura superficiale appare chiaro che questa legge poteva andare bene nel 1787, quando fu scritta, ma oggi con le forze di polizia a mantenere l’ordine non ha più motivo di esistere. Anche Obama durante le elezioni si era detto favorevole a cambiare questa legge, ma ad oggi questo non è stato ancora fatto. Il motivo di tutto ciò è da ricercare negli enormi profitti delle industrie di armi che in America sono molto potenti e finanziano addirittura i partiti politici conservatori. Bisogna inoltre aggiungere che se veramente venisse abolito il secondo emendamento, si creerebbe il problema di disarmare l’intera popolazione. Ma sarebbe pur sempre un inizio.

Andrea Castello

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews