“Dio Ibrahimovic” contro “Re Cantona”, una sfida a colpi di modestia

Ibrahimovic e Cantona, due storie piene di massime da lasciare ai posteri ora si incrociano in quel di Manchester. Lo spettacolo è assicurato

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Ibrahimovic e Cantona, un trono per due personaggi particolarmente ingombranti (foto: manchestereveningnews.co.uk)

Ibrahimovic contro Cantona, prendete i pop corn e mettetevi comodi, perchè non sappiamo per quanto tempo ne avremo. Ormai siamo abituati, quando Zlatan apre bocca, arriva la provocazione che fa notizia. Quello dello svedese è un continuo valzer tra il serio e il faceto, l’esaltazione di un personaggio cucitogli addosso dai social e accettato di buon grado dallo stesso Ibrahomovic, che da anni ormai non perde occasioni per lasciare ai posteri una nuova massima di inestimabile valore. Succede però che ,arrivato a Manchester, sulla testa di Zlatan aleggi lo spirito di chi, ancora prima della sua personalità e dell’avvento di Facebook, personaggio ci diventò vent’anni fa, e che quel qualcuno di farsi scavalcare proprio non ne ha voglia.

IBRA ED ERIC, ATTO PRIMO – Così, appresa l’ufficialità del trasferimento di Ibrahimovic al Manchester United, Cantona ha subito marcato il territorio.«Andare ai Red Devils è la scelta migliore che potessi fare – ha dichiarato l’ex numero 7 dei Red Devils – ma può esserci soltanto un re a Manchester. Tu puoi essere il principe se vuoi, e la numero 7 è tua, se ti interessa. Questo è il mio regalo di benvenuto. Il re è andato, lunga vita al principe». Recepito il messaggio, Zlatan? Nemmeno per idea, tanto che tempo due giorni e  Ibrahimovic ha “ringraziato” Cantona per l’investitura, chiarendo però le sue più nobili origini «L’ho sempre ammirato però deve sapere che io non voglio essere il re di Manchester, ma il dio di Manchester».

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Non solo massime filosofiche, Cantona seppe far parlare di sé anche con azioni eclatanti (foto: emol.com)

SCONTRO TRA TITANI – Quindi? Partita chiusa? Si, ma – c’è da giurarci – solo per ora. Perchè quando a scontrarsi sono due titani di una tale portata è difficile prevedere chi sarà disposto a lasciare all’altro l’ultima parola, e sopratutto quando. D’altronde Ibrahimovic è quello che nel 2012 si presentò al Paris Saint-Germain sottolineando subito la diversa caratura tra il suo cognome e quello degli altri giocatori impegnati nella Ligue 1 («È vero, non so molto dei calciatori di questo campionato, ma sono sicuro che loro sanno molto di me»), lo stesso che accusò Guardiola di non avere la personalità adatta per guidare il Barcellona («Ha comprato una Ferrari e la guida come una Fiat»). Senza poi considerare le manifestazioni ad alto contenuto di testosterone nel famoso “faccia a faccia” televisivo con Sacchi e quell’ultima possibilità lasciata al Paris Saint-Germain per trattenerlo («Se Parigi rimpiazzasse la Tour Eiffel con una mia statua rimarrei di sicuro»). Insomma, Ibra non è certo un novellino nel confronto dialettico spregiudicato. Ma sarà all’altezza del suo avversario?

CANTONA PRIMA DELLE MODE – Perchè Cantona, lo ricordiamo più che altro ai più giovani, non è solo quello che chiuse una piccola diatriba con un tifoso avversario con un calcio volante dritto in petto. Al contrario, in quella che tutti si aspettavano come una conferenza di scuse del francese, Eric da Marsiglia disse soltanto: «Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che delle sardine stanno per essere gettate in mare». Tradotto: voi siete qui perchè pensate che io stia per dire qualcosa di esplosivo. E invece non disse niente, battezzando così il silenzio più rumoroso della storia del calcio. Decisamente più soft delle due dichiarazioni sulle scarse qualità dell’ex ct della Francia, Raymond Domenech («Credo che sia il peggior allenatore del calcio francese da Luigi XVI»), sulle quali molti dei francesi si trovarono più che d’accordo, o della sua infallibile tecnica per calciare i rigori («Li metto dentro»). Insomma, anche se il numero di maglia alla fine non sarà lo stesso – Ibrahimovic ha scelto di confermare l’8 – sembra proprio che nei prossimi mesi Manchester sarà il teatro di uno dei confronti dialettici più esaltanti degli ultimi anni. Re Eric contro Dio Zlatan, il palco è tutto vostro.

Carlo Perigli 

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