In difesa dei cori anti-Roma di Stefano Esposito

stefano esposito

Stefano Esposito (romapost.it)

Durante una puntata de La Zanzara, il programma radiofonico in onda su Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani, Stefano Esposito ha detto: «Andavo in trasferta a vedere la Juve, tante volte ho gridato ‘Roma merda’. Non ricordo più nemmeno quante. Ho fatto anche qualche trasferta a Roma da ultrà». Apriti cielo. Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nel consiglio comunale di Roma ha dichiarato in una nota: «I trascorsi dell’assessore Esposito confessati a La Zanzara su Radio 24 in cui da juventino insultava pesantemente l’As Roma non gli fanno certo onore, proprio oggi che ricopre un ruolo amministrativo tanto delicato quanto importante, e soprattutto molto prestigioso perché si tratta della Capitale d’Italia», «un assessore indegno che dovrebbe chiedere scusa ai tifosi della Roma e ai romani», «Anziché offendere la squadra giallorossa ci piacerebbe che facesse l’ultras della mobilità, occupandosi concretamente dei trasporti e delle criticità della città». Annagrazia Calabria, deputata di Forza Italia, ha fatto sapere che «gli scivoloni imbarazzanti sono il marchio distintivo dell’Amministrazione Marino». È proprio il caso di dirlo, quanto rumore per nulla.

Tutti i tifosi di una squadra di calcio, in particolare chi frequenta gli stadi, cantano o hanno cantato cori di tutti i tipi, dagli incitamenti alla propria squadra agli insulti alla tifoseria avversaria. Lo stadio non è un luogo per signorine, lo sanno tutti che fra i tanti cori che si fanno il fine settimana in ogni stadio d’Italia ce ne saranno molti che contengono insulti di tutti i tipi, anche molto pesanti. È un problema? Assolutamente no. Non bisogna reprimere i cori, ma le persone violente che alle urla preferiscono i coltelli, le mazze o la violenza fisica di qualsiasi tipo. Lo stesso discorso vale per Stefano Esposito, se nella sua “carriera” da tifoso avesse picchiato qualcuno allora non sarebbe adatto a ricoprire una carica pubblica, ma visto che ha semplicemente cantato un insulto – per giunta neanche troppo cattivo – non si capisce quale sia il problema.

Stefano Esposito

Matteo Salvini (eunews.it)

Qualcuno potrebbe ribattere: l’autore di questo articolo si sta arrampicando sugli specchi per difendere il Partito Democratico e Stefano Esposito. Ma sarebbe sbagliato, visto che chi vi scrive non fa alcuna fatica a dire che sono insensate anche le polemiche che si beccò qualche tempo fa Matteo Salvini a causa di un video che mostrava l’attuale leader della Lega cantare un noto coro da stadio sui napoletani. Se il problema della politica italiana fossero i cori cantati dai politici, allora il Bel Paese sarebbe una strapotenza mondiale in cui tutto funziona e senza neanche un cittadino in difficoltà. Ma così non è. Bisognerebbe allora indignarsi per cose ben più gravi.

Ad esempio, allo stesso Stefano Esposito si dovrebbe rimproverare il fatto che abbia un doppio incarico: assessore ai trasporti del Comune di Roma e senatore della Repubblica. Oppure, si sarebbe dovuto parlare molto di più di quanto riportato dall’Ansa: «Per ogni tornata elettorale dal 1994 ad oggi i soldi erogati come rimborso dallo Stato sono stati superiori a quelli effettivamente spesi dai partiti politici». I partiti hanno speso 726,9 milioni ma hanno ricevuto dallo Stato oltre 2,4 miliardi.

Perché si fa così fatica a capire che criticare i politici per cose come i cori cantati allo stadio e non per motivi più seri significa fargli un grandissimo favore?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: romapost.it; eunews.it

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