Dieta, si ai carboidrati no alla depressione

Un’equipe di medici australiani ha dimostrato che togliendo pasta e pane si socializza meno, influendo negativamente sull’umore

di Chiara Campanella

teen_fat_girl_picture_body_image_series_by_tollieschmidtPizza si o pizza no? Si allo sport e alla dieta? Oppure il contrario? Queste sono le domande che spesso ci poniamo quando ci sentiamo grassi. Meglio una vita dinamica e “movimentata” continuando a mangiare in modo equilibrato? Oppure una più sedentaria, ma eliminando alcuni cibi, come i grassi o i carboidrati?

E’ difficile trovare una risposta, ma forse la soluzione c’è: continuare a mangiare di tutto, ma in quantità ridotte. E’ vero, lo dicono in tanti, medici specializzati, dietologi, omeopati, persino le nostre mamme quando vedono le proprie figlie che stanno deperendo. Invece c’è qualcun altro che ne è pienamente convinto.

Si tratta dell’ equipe australiana della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization di Adelaide che ha condotto una ricerca inerente all’eliminazione dei carboidrati nella dieta.

Secondo i medici australiani ridurre i grassi nell’alimentazione all’inizio fa bene all’umore,  ma se tagliamo su pasta e pane (ovvero i carboidrati) diventiamo depressi. L’equipe ha provato scientificamente che le diete con bassissimo contenuto di carboidrati sono spesso prescritte ai soggetti in sovrappeso o obesi per aiutarli a dimagrire, ma nel lungo termine possono influire negativamente sul loro umore. Per quale motivo? Una spiegazione oggettiva ancora  non esiste. Si possono fare delle supposizioni. Per esempio seguire un’alimentazione senza pane, pasta o pizza rende più difficile la partecipazione alla vita sociale, cioè a “pizzate” o cene fuori con gli amici. Una dieta così, oltre che complicata, è  stressante e fa innervosire le persone che col tempo  iniziano a entrare in depressione.

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Siete curiosi di sapere come hanno fatto gli scienziati a dimostrare che l’assenza di carboidrati nella dieta rende infelici le persone? Semplice! Hanno diviso 106 adulti in sovrappeso in due gruppi: per un anno il primo gruppo ha seguito una dieta molto povera di carboidrati ma ricca di grassi,  l’altro invece una dieta più ricca di carboidrati ma povera di grassi. Dopo un anno, i pazienti dei due diversi avevano perso lo stesso peso:  in media 13,7 Kg.

I medici australiani hanno visto che, dopo le prime otto settimane di dieta, l’umore era migliorato in tutti. Forse perché inizialmente c’è euforia ed entusiasmo nel vedere che si sta dimagrendo e i risultati positivi ci sono. Dopo la storia cambia. Passato questo periodo di tempo, infatti, le persone che seguivano la dieta con più carboidrati continuavano a registrare un miglioramento dell’umore, mentre quelli che facevano la dieta senza pane e pasta erano tornati verso uno stato d’animo depresso.

Dunque tramite questo esperimento l’equipe è giunta alla conclusione che una dieta con pochi carboidrati ha effetti negativi sull’umore e a lungo andare può nuocere anche alla perdita di peso. I pazienti perdono l’entusiasmo iniziale e ricominciano a mangiare “male”, oltre che a scivolare nella tristezza.

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