Di tutte le ricchezze: una nuova favola di Stefano Benni

di tutte le ricchezze

"Di tutte le ricchezze" - la copertina

«La mia solitudine è dignitosa, la affronto a testa alta, ma se la guardo in faccia mi deride, mi ferisce, fa ritornare tutte le solitudini del passato. E’ così: ogni solitudine contiene tutte le solitudini vissute». E’ questo quello che prova Martin, professore universitario in pensione che, alla veneranda età di settant’anni si è ritirato in una casa di montagna, lontano dalla civiltà: solitudine. A tenergli compagnia, il fidato cane Ombra e gli animali che popolano i monti, con i quali intrattiene lunghi dialoghi di filosofia e di argomenti più terreni.

Il suo stato di uomo solitario l’ha scelto consapevolmente. Ma non per questo gli è meno pesante. Nei lunghi silenzi, intervallati solo dai discorsi con le intelligenti bestie, rimugina sul cammino fatto nel corso della vita e che l’ha portato a essere quello che è ora, un isolato e malinconico eremita. Il ricordo delle lezioni, dei convegni e delle avventure erotiche con innumerevoli studentesse, dalle quali altro non ha trovato che sollievo e piaceri passeggeri. E il rimpianto per un amore dissolto molto tempo prima, per l’incapacità di crescere, maturare e avere relazioni stabili.

Un giorno quell’amore torna a bussargli alla porta, sotto forma della bella Michelle, moderna Nasten’ka uscita dal romanzo Le notti bianche di Fedor Dostoevskij, trent’enne in crisi col compagno Aldo, un mercante d’arte alcolizzato e sull’orlo del fallimento. Michelle è bionda, slanciata, con gli occhi blu, sembra venire da un lontano passato, quello di un professore pentito, o da una leggenda locale che narra di una ragazza morta suicida nel lago. Martin si perde tra i primi accenni di rughe attorno agli occhi della fanciulla e nel labirinto del suo doloroso passato.

Quando Aldo lascia la fidanzata per riprendere la sua attività, Martin e Michelle iniziano a parlarsi, raccontarsi, attraverso passeggiate al lago, fumo di canne e bicchieri di vino: entrambi sanno, pur senza bisogno di dirselo, che la loro relazione è destinata a essere breve e platonica, prima di diventare ridicola. Ma la ragazza affiderà i suoi più turpi segreti all’anziano professore e troverà la forza di tentare il salto nel sogno di fare l’attrice; Martin aprirà il suo cuore, dando forma all’antico rimorso e in qualche modo espiandolo, per uscire dalla solitudine punitiva in cui si è costretto. Questo rapporto toccherà il culmine in un meraviglioso walzer, in cui i protagonisti si avvicineranno e si rapiranno a vicenda più di quanto abbiano mai fatto: sarà forse l’ultimo ballo per Martin, ma di certo il più indimenticabile.

stefano benni
Stefano Benni – www.aostasera.it

Stefano Benni è tornato. Con il suo piacevole giocare con la lingua italiana, con i suoi sfoggi di erudizione alternati a un linguaggio triviale, con la sua ironia e le sue battute spiazzanti e che rompono volutamente il contesto da fiaba della narrazione. Perché questo è il genere che più si avvicina al suo nuovo meraviglioso romanzo Di tutte le ricchezze (Feltrinelli 2012, «Narratori» 16,00 €). Il racconto è la favola di un vecchio e depresso eremita che improvvisamente incontra la sua principessa e ritrova la gioia di vivere. Persino la fugacità del breve rapporto lascia a Martin la consapevolezza di aver espiato le sue colpe e di aver ritrovato l’energia per condurre serenamente i suoi ultimi anni di vita.

Anche i dialoghi, alcuni seri, altri divertenti, tutti immancabilmente surreali, con il tasso filosofo, l’ambiguo serpente, o la saggia civetta «sanguinaria cacciatrice» della notte, contribuiscono a collocare il romanzo in generi diversi: dalla formazione, alla fiaba, passando per l’amore. Non solo questo: ogni capitolo si apre con una poesia che ne anticipa ermeticamente il contenuto, fuggendo la prosa e spostando il testo verso un altro confine.

In conclusione, si può dire che Benni sia tornato ad una produzione degna dei suoi primi romanzi, autentici cult della letteratura italiana come Il bar sotto il mare (Feltrinelli 1989, «Universale economica» 7,50 €) o La compagnia dei celestini (Feltrinelli 2003, «Universale economica» 7,50 €). Insomma si può affermare che «di tutte le ricchezze» che Stefano Benni ha regalato alla letteratura, questa sia una delle più preziose.

Daniele Leone

Stefano Benni. Di tutte le ricchezze. Feltrinelli 2012, «Narratori» 16,00 €

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