Di Battista, la bugia sulla Nigeria è la bufala dell’anno per il NYT

'Il 60% della Nigeria è di Boko Haram, il 40% di ebola: controllate su Wikipedia'. La triplice bufala costa a Di Battista la gogna del New York Times

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Alessandro Di Battista (giornalettismo.com)

Il Vicepresidente della III commissione Affari Esteri e Comunitari Alessandro Di Battista ha probabilmente sempre sognato di finire sul New York Times per un parere politico. Sicuramente non per una bufala. E invece, per sua colpa e sfortuna, è finita proprio così: in un articolo pubblicato due giorni fa sul New York Times a firma di Bill Adair e Maxime Fischer-Zernin, il deputato del M5s si è guadagnato la testa della classifica delle panzane politiche del 2014 grazie alla sua improvvida uscita sulla Nigeria, proclamata dinanzi ai militanti del M5s dal palco di Italia 5 Stelle al Circo Massimo.

NIGERIA TRA BOKO HARAM ED EBOLA - Il New York Times, citando i dati del noto sito di fact checking Pagella Politica, ha confermato il parere del sito italiano, definendo quelle di Alessandro Di Battista “dichiarazioni ridicole“. Il 12 ottobre 2014, dal palco del Circo Massimo, Di Battista si espresse così davanti agli aficionados del M5s: «La Nigeria? Potete leggerlo su Wikipedia: il 60% è in mano agli estremisti islamici di Boko Haram, il resto del Paese è in mano ad ebola». Un annuncio solenne e convinto del deputato grillino, sbandierato con convinzione davanti agli elettori del M5s per smentire il ministro della Salute Lorenzin, che in un colloquio privato aveva definito la Nigeria un paese “tranquillo”, del quale l’Italia non doveva avere timori particolari per l’epidemia di ebola in corso in quei mesi.

UNA FRASE, TRE BUGIE - In realtà le tre affermazioni della singola frase di Di Battista sono tutte e tre errate: su Wikipedia non è citato nulla di quanto da lui riferito neanche nelle precedenti revisioni del lemma, il 60% della Nigeria non è mai stato in mano ai terroristi di Boko Haram e l’ebola ha toccato solo marginalmente il gigantesco Paese africano, con 20 casi registrati. Per intenderci: per quanto abbiano fatto giustamente scalpore le operazioni terroristiche di Boko Haram (il rapimento delle 300 studentesse o la distruzione del villaggio di Baga, con centinaia di vittime), l’organizzazione jihadista in Nigeria controlla direttamente solo 25 insediamenti in 3 regioni nel nord-est del Paese. Una frazione infinitesimale dell’intera Nigeria, poche decine di chilometri quadrati. Il 60% della Nigeria controllata da Boko Haram di cui riferisce Di Battista, corrisponderebbe ad un’estensione territoriale pari al doppio dell’Italia. Una bufala colossale.

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Alessandro Di Battista in aula (nextquotidiano.it)

Per quanto riguarda “il resto del Paese in mano a ebola”, le dichiarazioni di Alessandro Di Battista sono state pronunciate il giorno quando i casi confermati di ebola in Nigeria erano meno di 20. Ma già 2 settimane prima, il Centro Internazionale per il Controllo Malattie aveva abbassato il livello di allerta ebola in Nigeria da 2 a 1 (livello minimo), in quanto tutti i casi sospetti erano stati monitorati, e si erano conclusi con la morte del paziente (in 8 casi) o con la guarigione (negli altri 12). A distanza di una settimana dalle dichiarazioni di Di Battista, l’OMS ha addirittura dichiarato ufficialmente la Nigeria Paese ebola-free.

E così una improvvida e populistica uscita è costata a Di Battista una gogna mediatica ben più pesante di quella dei giornali italiani, spesso ritenuti dagli esponenti del M5s parziali o servi di partito. L’articolo del New York Times ha confermato per la triplice bufala del deputato capitolino il titolo di Whoopper of the Year, Balla dell’anno. Nella premessa ai casi di bugie politiche citate nell’articolo, gli autori della ricerca ammoniscono: alcune bugie potrebbero essere divertenti da leggere, ma sono una questione seria. La cattiva informazione ed il mancato controllo delle fonti possono cambiare gli esiti delle elezioni, minare gli sforzi per la salute pubblica e persino trascinare Paesi in guerra.

Francesco Guarino
@fraguarino

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