Deserto di Atacama: batteri quasi alieni nel luogo più arido del pianeta

Il deserto di Atacama (daltonsminima.altervista.org)

Si chiama Solid il microscopico  biochip messo a punto dal Centro di astrobiologia di Madrid per aiutare la Nasa nella ricerca di forme di vita aliene su Marte. E, in attesa del primo collaudo spaziale di questo straordinario ritrovato tecnologico, i primi riscontri positivi arrivano dal deserto di Atacama, dove il biochip avrebbe già consentito il ritrovamento di un’oasi batterica di grande interesse scientifico.

Il deserto di Atacama non è infatti un posto come tutti gli altri. Si tratta, anzi, del luogo più arido del pianeta: in media, vi cadono solo  0,1 millilitri di pioggia ogni anno. E questo aiuta a spiegare, oltretutto, l’elevata salinità del suolo in cui, a soli 3 metri di profondità, sono state rivenute le inattese colonie di archeobatteri, batteri primitivi che si trovano a loro agio anche in ambienti estremi, simili proprio a quelli ipotizzati per il “pianeta rosso”.

Insomma, non solo la scoperta conferma il buon funzionamento di Solid  ma permette anche di rimarcare come l’eventualità di trovare forme di vita, per quanto semplici, anche su Marte, non sia poi così remota. Esistono microrganismi capaci persino di proliferare in assenza di luce, ossigeno e, per l’appunto, in condizioni di elevata salinità.

A questo punto, è legittimo attendersi che lo strumento sia presto imbarcato sulle prossime spedizioni in partenza alla volta dello spazio. Dal punto di vista teorico, non si può ancora escludere che anche altri pianeti siano abitati, certo spetterà a Solid – acronimo di Signs of Life Detector – darne eventuale conferma.

Mara Guarino

Foto homepage via: tecnologiaericerca.com

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