Depressione:la maggior parte delle donne la teme più del tumore

La prima indagine nazionale sulle donne e la depressione, promossa dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (ONDa) mette in luce dati allarmanti: la mancanza di fiducia nelle cure, la paura dei farmaci, la vergogna di mostrarsi malate

di Claudia Vallini

Lo studio, realizzato da Giuseppe Pellegrini, ricercatore dell’Università di Padova, ha coinvolto 1.016 donne tra i 30 e i 70 anni di età. Sorprendente il fatto che la depressione venga temuta più del tumore al seno, considerato più grave solo da una italiana su quattro. Questo a causa di un antico retaggio che fa sì che chi soffre di depressione si senta in colpa e se ne vergogni, certa di non ricevere la stessa comprensione e la stessa solidarietà di chi invece è malato di tumore. La conseguenza è spesso che chi ne soffre preferisce non parlarne, ampliando dentro di sé un’enorme spirale di tristezza, dolore e solitudine che un po’ di calore umano già da sé potrebbe mitigare. E invece bisogna rendersi conto che il male oscuro è una malattia che si può e si deve curare.

La depressione è una modificazione dell’umore caratterizzata da una insanabile tristezza, mancanza di speranza, angoscia e solitudine. Si tratta di sensazioni che normalmente chiunque può provare, di breve durata e tali da avere effetti minimi nella vita di ognuno. La depressione al contrario è un buco nero che dura mesi, anni, e che influisce pesantemente sulla vita quotidiana. Fattori scatenanti possono essere avvenimenti avversi come un lutto, una separazione, una malattia, un licenziamento, o anche il parto,  ma c’è da sottolineare che ancora oggi le cause che portano alla depressione sono poco chiare. I sintomi principali sono la perdita di interesse nella vita stessa e nelle attività un tempo amate, il calo del desiderio sessuale, il sottovalutarsi e il sentirsi terribilmente insicuri, il subentrare di apatia, indifferenza, perdite di memoria, incapacità di concentrarsi, gravi disturbi del sonno, mal di testa, nausea, crisi di rabbia e pianto non consolatorio, bruschi cambiamenti dell’appetito che possono portare a rapidi aumenti o cali di peso. La fascia più colpita da questa malattia va dai 14 ai 44 anni di età e il rischio di svilupparla è presente nel 45% delle donne e nel 27 % degli uomini, per questo motivo l’insanabile tristezza viene considerata una patologia al femminile.

Solo metà delle persone affette da questa malattia si cura, ricevendo purtroppo spesso cure inadeguate e arrivando così ad abbandonare la terapia prima della guarigione, alimentando in questo modo la sfiducia verso le possibili vie d’uscita. Terapie che nei casi più gravi consistono in farmaci antidepressivi associati alla psicoterapia. I farmaci antidepressivi sono solitamente efficaci nell’80% dei casi, indipendentemente dalle cause scatenanti della depressione. Essi agiscono sui meccanismi cerebrali che regolano la trasmissione nervosa, in particolare sulla serotonina e noradrelina. La loro efficacia si manifesta solitamente dopo due, tre settimane dall’inizio dell’assunzione, e la scelta del farmaco deve essere condotta dal medico sulla base della valutazione del tipo di depressione, delle caratteristiche del paziente e degli effetti collaterali previsti. I progressi della scienza hanno portato a farmaci di ultima generazione i cui effetti collaterali sono molto più modesti rispetto al passato.

Inoltre gli antidepressivi non creano dipendenza e non danno assuefazione. Dall’associazione di farmaci e psicoterapia l’80% delle pazienti riesce a trarre enormi benefici, soprattutto in caso di depressione grave, mentre la sola psicoterapia può essere sufficiente nei casi di depressione lieve. Dato questo emerso già lo scorso gennaio a seguito di uno studio condotto dall’università della Pennsylvania che considera i farmaci necessari solo in caso di forme gravi di depressione. Dallo studio dell’ONDa è infatti emerso che circa l’85% delle donne intervistate ricorrerebbe più volentieri alla psicoterapia e l’80% ai gruppi di auto-aiuto. Esistono vari tipi di psicoterapia, da quella individuale a quella famigliare a quella di gruppo, e diversi tipi di trattamento psicologico a seconda delle terapie utilizzate dal terapeuta. Si va dall’analisi dei pensieri e dei comportamenti che possono favorire l’insorgere della depressione, all’analisi del modo di relazionarsi con gli altri, dei pensieri e della visione della realtà. Le pazienti vengono sostenute dallo psicoterapeuta che insegna loro regole di rilassamento, di riconoscimento dei problemi e che possono costituire un valido supporto alla terapia. E’ dunque importante evitare di considerare la depressione un capriccio perché al contrario si tratta di una vera e propria malattia che deve essere diagnostica da un medico, evitando di ricorrere ad autodiagnosi o peggio ad automedicazioni ricorrendo ad un farmaco solo perché consigliato da un’amica. Colpisce moltissime donne e non bisogna quindi vergognarsi di chiedere aiuto, perché a differenza di molte altre malattie, dalla depressione si può guarire.

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