Dell’Utri, Cassazione conferma condanna a 7 anni. Quando l’estradizione?

20100930 - ROMA - SENATO.Il senatore Marcello Dell'Utri in aula al Senato.ALESSANDRO DI MEO

È arrivata la sentenza definitiva per Marcello Dell’Utri che conferma i 7 anni di reclusione. Il verdetto della Cassazione “chiude”, per così dire, un caso giudiziario che dura da 20 anni ma di cui si parlerà ancora visto che l’ex senatore di Forza Italia si trova ancora in Libano dopo il “tentativo” di fuga.  La condanna, lo ricordiamo, è per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Sostituto Procuratore Generale di Palermo, Luigi Patronaggio, ha emesso l’ordine di carcerazione per Dell’Utri che sarà inviato al ministero della Giustizia per la richiesta di estradizione alle autorità libanesi. Il ministro della Giustizia Orlando ha già comunicato alle autorità libanesi la “sopravvenuta irrevocabilità della sentenza di condanna pronunciata oggi.

Ma Marcello Dell’Utri quando verrà estradato?

IL CASO GIUDIZIARIO DI MARCELLO DELL’UTRI - Con la sentenza della Suprema Corte è stato confermato il verdetto emesso il 25 marzo dello scorso anno dalla Corte d’Appello di Palermo. Si trattava di un secondo processo d’appello voluto proprio dalla Cassazione che, nel 2012, aveva riscontrato una “carenza di motivazione” nel verdetto della Corte d’Appello palermitana. In appello-bis, i giudici di Palermo avevano ribadito che l’ex senatore, ancora in ospedale in Libano con una richiesta di estradizione pendente, è stato “mediatore“, dal 1974 al 1992, di un accordo tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra. Dell’Utri era invece stato assolto per le contestazioni riguardanti gli anni successivi al 1992.

I legali di Dell’Utri hanno però confermato che continueranno la battaglia davanti alla corte europea.

ESTRADIZIONE O LATITANZA - Le prossime 72 ore saranno decisive per capire cos’accadrà a Marcello Dell’Utri, se sarà estradato o se rimarrà a piede libero in Libano. L’estrazione dell’ex senatore di Forza Italia, che al momento dell’arresto si trovava a Beirut per cure mediche, sembra possa considerarsi difficile. Quando fu fermato dalle autorità libanesi non pendeva su di lui alcuna condanna definitiva e quindi, secondo il Trattato bilaterale tra Italia e Libano, l’ex fondatore del partito di Silvio Berlusconi era un semplice indagato. Questa la motivazione del perché il procuratore generale di Beirut Samir Hammoud si è appellato all’articolo 21 della convenzione, chiedendo al ministero della Giustizia di avere ulteriori atti relativi alle altre sentenze di Dell’Utri.

 

Dunque da Beirut l’ok per la richiesta di estradizione potrebbe ritardare ad arrivare. Lo sostiene il legale libanese, Akram Azoury: «Non solo l’ex senatore non va estradato, ma non andava neppure arrestato il 12 aprile scorso – dichiara l’avvocato Azoury -. L’Italia, quando lo ha fermato all’hotel Phoenicia, ha violato l’articolo 20, punto C del trattato internazionale tra i due Paesi, secondo il quale l’estradizione non può essere concessa per reati prescritti in uno dei due Stati». E, secondo il difensore, i reati per cui Dell’Utri è stato condannato sono stati già ampiamente prescritti in Libano perché risalenti al ’92, ben oltre 10 anni fa». Inoltre nella legge libanese il “concorso esterno” in associazione mafiosa non è previsto.

Redazione

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