De Agostini Editore chieda scusa alle donne!

Esplode la polemica per la pubblicità della De Agostini: un sacco da boxe con perizoma nero e lo slogan "Da come tenersi in forma a come tenersi il marito"

La pubblicità incriminata (www.ansa.it)

La pubblicità incriminata (www.ansa.it)

Guai in vista per la casa editrice De Agostini: in occasione del lancio del sito deabyday, web magazine femminile che parla di “come fare” e “fare da sé” nei diversi contesti della vita quotidiana, dalla cucina alla cura della casa, dal rapporto con i figli alla cura del proprio benessere, è stata lanciata anche la prima campagna pubblicitaria outdoor su oltre duecento mezzi pubblici di Milano e Roma: un sacco da boxe che indossa un perizoma di pizzo nero e lo slogan che recita «Da come tenersi in forma a come tenersi il marito». Esplode il caso: Anna Maria Arlotta, da anni in lotta contro le pubblicità sessiste, lancia una petizione su Change.org chiedendo a gran voce la rimozione della pubblicità della De Agostini.

LA PETIZIONE – Ecco cosa si legge sulla petizione della Arlotta – che ha già ottenuto il sostegno di quasi duemilacinquecento utenti – dal titolo: «De Agostini Editore, chieda scusa alle donne! Non siamo nel 1950 e il sedere delle donne non è un sacco da boxe!».

Ai progressi verso la parità, faticosamente raggiunti, rispondete con uno slogan che rimanda agli anni ’50, “Come tenersi un marito”. L’allusione alla seduzione che accompagna lo slogan esprime il concetto che saperci fare a letto è l’unico modo per mantenere un rapporto, e un secondo slogan “le donne ci sanno fare” lo rinforza. È un concetto squallido, crudo, che non corrisponde alla complessa realtà dei rapporti di coppia e che riduce il valore delle donne alle sue capacità amatorie. Ma soprattutto, l’immagine di un sacco da boxe con delle mutandine di pizzo, che vuole rappresentare un sedere femminile, è improponibile! Se anche la vostra intenzione non sia far nascere l’associazione mentale con un oggetto da colpire, questa è inevitabile.

(www.facebook.com/DeAbyDay/photos_stream)

(www.facebook.com/DeAbyDay/photos_stream)

LA DE AGOSTINI RISPONDE –  La casa editrice reagisce, rispondendo dalla bacheca Facebook alle “gentili lettrici” che l’hanno così apostrofata: «Davvero non credevo che si potesse arrivare così in basso. Un messaggio rivoltante, un insulto a tutte le donne»; «Non si capisce a chi vi state rivolgendo, una famiglia non si regge con questi mezzi»; «Questa pubblicità offende il genere femminile. Deve essere subito rimossa. Non so se è peggio l’immagine della donna oggetto o il messaggio da consiglio medievale di come “tenersi un marito”»; «Che orrore, dovreste ritirarla immediatamente e scusarvi, è veramente misogina»; «Nauseante… l’immagine, lo slogan, non si salva niente. Vergognatevi»; «È un messaggio pericoloso, di una violenza inaudita. Paragonare una donna ad un sacco da prendere a calci e pugni… È vergognoso ed è offensivo per ogni essere umano, sia donna che uomo. Dovreste ritirare la campagna pubblicitaria e chiedere scusa pubblicamente». Ecco il messaggio della redazione De Agostini:

la redazione di deabyday.it è costernata dalla reazione che la nostra campagna pubblicitaria ha suscitato in alcune di voi. Mentre ci scusiamo se abbiamo potuto urtare la sensibilità di qualcuno, teniamo a precisare che, evidentemente, non avevamo intenzione di offendere o attaccare nessuno, tanto meno le donne che sono il punto focale di un web magazine che si è sempre rivolto a loro in termini che ne valorizzassero il vivere quotidiano. Lo spirito con cui questa campagna pubblicitaria è stata proposta era incentrato sulla capacità della donna di “strizzare un occhio” alle tante difficoltà con sui si trova a lottare tutti i giorni, in modo auto-ironico e simpatico. Dal nostro punto di vista il messaggio era proprio teso a ironizzare su una serie di luoghi comuni e stereotipi che vengono appunto “smontati” dal “saper fare” femminile che storicamente è stato rappresentato dal nostro sito. La casa editrice De Agostini ha da sempre posto al centro la persona e più in generale la famiglia, alla quale offrire prodotti editoriali che sappiano valorizzare la conoscenza e le competenze nel rispetto dei valori etici e civili. Nella più totale buona fede, dunque, porgiamo le nostre scuse se, pur senza averne alcuna intenzione, abbiamo urtato la sensibilità di parte del pubblico.

Mariangela Campo

 

 

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