Ddl anticorruzione: via libera alla Camera, ora si passa al Senato

Il ministro Severino

ROMA - Nell’aula della Camera dei deputati di Montecitorio si è svolta la votazione definitiva – prima del vaglio del Senato – sul decreto legge anticorruzione: 354 i voti favorevoli (da Pd, Pdl, Udc, Fli, Api), 25 contrari (Italia dei valori e Grande Sud) e 102 astenuti (Lega Nord, Radicali, Popolo e territorio, ma anche alcuni esponenti del Popolo delle Libertà). Una maggioranza risicata quindi, come sottolineato da più parti, ma sufficiente per garantire il proseguimento l’iter parlamentare.

Il prossimo passo del ddl sarà la valutazione del Senato e proprio su questa fase del percorso pesano alcune incognite, soprattutto alla luce di una dichiarazione – quasi un avvertimento – del capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto: «Al Senato il ddl andrà modificato e noi faremo di tutto per cambiare le norme sulla nuova concussione e sulle influenze». Quasi ‘minaccioso’ il suo tono nel rivolgersi direttamente al ministro Severino: «Non porti emendamenti con la fiducia, se no voteremo contro».

Il testo approvato oggi alla Camera contiene diverse norme sulla prevenzione, tra cui importanti disposizioni a favore di una maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione, e soprattutto la delega al governo per un anno per la non candidabilità dei condannati. Questo tema è stato uno dei più caldi e discussi nelle ultime ore antecedenti il voto, dopo che ieri Futuro e libertà e Idv avevano denunciato: «Così le nuove norme entreranno in vigore solo per le elezioni del 2018». I ministri Severino e Patroni Griffi hanno assicurato invece un’attuazione rapida visto che il testo del ddl impegna il governo a esercitare la delega in tempo utile per le politiche del 2013.

Non meno discusse le sezioni più strettamente concernenti aspetti penali, tra cui appunto la cosidetta ‘nuova concussione’ e i nuovi reati di traffico di influenze illecite e corruzione tra i privati cui faceva riferimento Fabrizio Cicchitto. Proprio a commento delle parole del capogruppo del Pdl, sopra riportate, Gianfranco Fini ha espresso le sue perplessità: «Spero di essere smentito, ma dopo l’intervento dell’onorevole Cicchitto temo che il ddl anticorruzione non sarà approvato dal Senato prima della fine della legislatura».

Laura Dabbene

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