David Beckham, i 40 anni del destro delle meraviglie. I gol più belli

Buon compleanno David Beckham: 40 anni di un quasi-fenomeno che ha disegnato meraviglie giocando con un solo piede, il destro. I suoi gol più belli

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David Beckham ai tempi del Manchester United (it.uefa.com – Getty Images)

L’essenza di David Beckham è racchiusa nel titolo di un film. Non in quello della trilogia Goal!, epopea calcistica ad alto budget e ridotte suggestioni in cui il buon David – all’epoca al Real Madrid – è apparso a più riprese. Ma nella piccola perla su calcio femminile ed integrazione che in Italia è arrivata col titolo di Sognando Beckham. Il cui titolo originale in inglese non era però Dreaming Beckham: nei cinema di tutto il mondo, il film di Gurinder Chahda è uscito con il titolo di Bend it like Beckham.

BEND IT LIKE BECKHAM - Ammettiamo i limiti e le ambiguità della nostra amata lingua: se la pellicola fosse sbarcata sulle nostre sponde come Curvala alla Beckham, oppure Piegala come Beckham, si sarebbero sprecati doppi sensi ed ironie. Eppure è in quel titolo originale – se non l’avete ancora capito, ci si riferisce al suo modo di calciare le punizioni – che si racchiudono i 20 anni di carriera di uno dei centrocampisti non più forti, ma forse più innovativi e visivamente stupefacenti della storia del calcio.

IL DESTRO DELLE MERAVIGLIE - Bastano forse pochi numeri a spiegare perché Bend it like Beckham è il senso della carriera di David Beckham, a 40 anni dalla sua nascita in quel di Londra. 729 partite e 129 gol sono numeri da fenomeno, è vero. Ancor di più se li sommiamo agli oltre 200 assist. Ma più delle reti e dei passaggi decisivi, a fare sensazione è il numero di gol con il sinistro: solo 4. Perché Bechkam, giocatore ineccepibile per agonismo e doti tecniche, di fatto da quando è nato ha usato il sinistro solo per la frizione. E ha giocato per 20 anni con un piede solo, il destro. Ma che destro.

Bend it like Beckham perché il biondo (poi mohicano, poi rasato, poi “codinato”, poi cotonato…) centrocampista cresciuto alla corte di sir Alex Ferguson, ha fatto tesoro di un piede destro da circense, soprattutto nei calci da fermo. Rincorsa quasi parallela alla linea di porta, impatto in perpendicolare con il pallone con l’interno del piede, apertissimo. Una martellata quasi inspiegabile. Per 20 anni i portieri si sono aspettati un piattone carico di effetto, da seguire con lo sguardo e spingere in corner. Si sono ritrovati la rete trafitta da sciabolate ante-Piccinini, con la sfera che girava come il V12 di una fuoriserie e viaggiava a velocità irreali, quasi fosse stata colpita di collo pieno.

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David Beckham e Victoria Adams (aceshowbiz.com)

DONNE E PALLONI, GIOIE E DOLORI - David Beckham ha trafitto cuori e portieri in egual misura e spesso in egual maniera. Irruenta ed inattesa. Sex-symbol del nuovo millennio, ce lo si sarebbe aspettato a dominare sentimentalmente e mediaticamente una donna splendida quanto non sovraesposta. È finito accanto ad una delle poche donne al mondo in grado di batterlo in popolarità e conto in banca: Victoria Adams, ormai più conosciuta come Beckham che col cognome di nascita. Ha preso in contropiede le fan e la stessa moglie, si dice non poco subissata di tradimenti. Con signorine meno sofisticate, ma evidentemente con altre frecce al proprio arco.

Oltre alla moglie, David Beckham ha preso in contropiede difensori e portieri avversarsi, ma anche no. Perché che bisogno c’è di correre – Wimbledon docet – se la natura ti ha dotato di un piede in grado di scodellare in porta un pallone da fermo, dalla linea di centrocampo? Con la maglia del Manchester United, Beckham  ha vinto tutto quello che c’era da vincere: 6 campionati, 2 FA Cup, 2 Charity Shield, una Champions League ed una Intercontinentale, giusto per gradire. Non è finito nel miglior Real Madrid della storia, ma si è fatto amare a suon di prestazioni a tutto campo ed assist telecomandati. Ha fatto self-marketing con le maglie di Milan, Los Angeles Galaxy e Paris Saint Germain, ma non è uscito mai dal campo sepolto dai fischi avversari. Perché?

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L’ultima maglia della sua carriera, quella del PSG (misteremma.com)

PIEDE E POLMONI - Perché David Beckham è stato quella che è merce rara al giorno d’oggi: grinta da premiata falegnameria calcistica e piedi da tessitore di sogni. La tanto invocata “maglia sudata”, il buon David non l’ha fatta mai mancare ai suoi tifosi. Gli è mancato, quello sì, il riconoscimento individuale. Quel Pallone d’oro che nel 1999 gli soffiò un certo Rivaldo in maglia blaugrana, a suon di doppi passi e acrobazie, relegandolo al ruolo perenne di quasi-fenomeno. Siamo sicuri che lo Spice Boy avrà ormai dimenticato l’onta di quel secondo posto e di essere diventato, di fatto, più che un quasi-fenomeno, il signor Adams. D’altronde: dove lo si trova più uno che la curva come Beckham? Buon compleanno, David Robert Joseph Beckham.

BUON COMPLEANNO DAVID BECKHAM: 40 ANNI DEL DESTRO DELLE MERAVIGLIE. I GOL PIÙ BELLI

Francesco Guarino
@fraguarino

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