Dal Michigan la proposta: armare gli insegnanti per fermare le stragi

steve dulan newtown

Steve Dulan propone di armare i docenti

Newtown – Mentre Barack Obama oggi farà visita alla scuola della strage in Connecticut, da ieri sulla Rete impazza la discussione sollevata da una videointervista dell’Huffington Post Usa. In questo video, Steve Dulan, membro del direttivo della Coalizione dei proprietari responsabili di pistole (Coalition of responsible gun owners) del Michingan, propone di armare gli insegnanti per minimizzare gli effetti di possibili nuove stragi come quella di Newtown.

La strage compiuta da Adam Lanza è ancora nelle menti di tutti e negli Stati Uniti la discussione su nuove restrizioni all’acquisto, al possesso e all’uso delle armi – soprattutto quelle da guerra – sta crescendo sempre più, contrapponendo diverse opinioni.
Steve Dulan, intervistato dall’Huffington Post, ha dichiarato a nome dell’associazione di cui è dirigente che «pensiamo che armare i cittadini possa difenderli in ogni contesto». Ha anche aggiunto, riferendosi specificatamente alle stragi nelle scuole, che «se gli insegnanti fossero stati armati, la strage non si sarebbe verificata o almeno avrebbe avuto un impatto minore».

La proposta, che vorrebbe diventare legge, è quella di limitare le restrizioni e consentire di nascondere delle armi nelle scuole, in modo che il personale possa usarlo in caso di emergenza. Secondo Dulan «l’unico modo per fermare le armi è con altre armi» e per realizzare questo principio l’intenzione della sua associazione è di estendere l’utilizzo delle armi a molti più civili.

La questione del porto d’armi negli Stati Uniti è molto complessa. A partire dal Secondo Emendamento alla Costituzione, è in vigore il diritto alla difesa per tutti i cittadini. Nel 2008 la Corte Suprema ha stabilito che questo diritti si esprime anche con una certa libertà di acquistare e detenere armi, senza specifiche limitazioni di tipologia.
Inoltre la lobby dei produttori di armi è estremamente forte negli Usa e, nonostante le parole del presidente Obama, è molto difficile che una nuova legge veda la luce entro breve. Con la forte presenza repubblicana al Congresso, l’esecutivo non può permettersi ora estenuanti trattative, energie che dovranno essere impiegate per raggiungere un accordo in materia fiscale.

Andrea Bosio

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