Da Calder a Pollock “Il Guggenheim” al Palaexpò

Roma – Il Guggenheim è in mostra a Roma con l’avanguardia americana, ovvero opere di pittori straordinari comprese tra il 1945 e il 1980. Un’eccellente esposizione che spiega bene la migrazione culturale, l’integrazione e la nascita di un vero e proprio brand-istituzione, quello dei Guggenheim, mecenati di giganti dell’arte, espansosi a  livello globale da New York ad Abu Dhabi passando per Venezia e Bilbao.

Jackson Pollok a lavoro

Proprio nella sua celebre galleria di New York, Peggy Guggenheim inaugurò nel 1943 la prima personale Jackson Pollock. Caratterizzata dalla scelta di soggetti mitologici, segni calligrafici e da un’inconsueta, vibrante tavolozza cromatica, da quel momento germinale in avanti la produzione di Pollock andò evolvendosi verso uno stile dinamico e gestuale che avrebbe incarnato l’idea di Espressionismo Astratto, corrente decisiva per il futuro della storia dell’arte americana e mondiale.

Il sagace sostegno che Peggy Guggenheim offrì a Pollock in quel cruciale momento storico, rispecchia in sintesi ed in modo esemplare l’intera vicenda della storia dell’arte americana del secondo Novecento, che avrebbe scelto New York come centro di elaborazione del primo autentico movimento americano d’avanguardia di respiro internazionale.

La mostra rappresenta quindi l’occasione per una formidabile riflessione visiva sullo svolgimento delle principali tendenze artistiche americane del dopoguerra, attraverso una rassegna di capolavori provenienti dai superbi fondi Guggenheim in tema di Espressionismo Astratto, Pop Art, Minimalismo, Post- Minimalismo, Arte Concettuale, Fotorealismo.

Clyfford Still, Jamais, 1944. The Solomon R. Guggenheim Foundation, Peggy Guggenheim Collection, Venezia

Il Guggenheim: l’Avanguardia americana, 1945-1980 introduce così nel Palazzo delle Esposizioni – che ha organizzato la rassegna, curata da Lauren Hinkson, insieme alla Solomon Guggenheim Foundation di New York – una eccezionale selezione delle “icone” della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, del Solomon R. Guggenheim Museum di New York e del Guggenheim Museum di Bilbao con lo spettacolare Barge (1962–63) di Robert Rauschenberg.

«Non è un best of della collezione Guggenheim, ma una mostra che vuole dare uno sguardo speciale su questa storia americana. In più, credo che in questa città sei Pollock tutti insieme non si siano visti mai», sono le parole di Mario De Simoni, direttore del Palaexpò. Seguite da quelle di Richard Armstrong, direttore del Solomon Guggenheim Museum, che commenta: «È giusto che questa mostra si svolga in Italia dove ha sede la Peggy Guggenheim collection che ha messo a disposizione molti dei lavori esposti».

L’itinerario rigorosamente cronologico, sotto la cura, per la parte italiana, di Matteo Lafranconi, rappresenta nelle prime due sale la varietà di approcci con cui gli artisti si sono misurati con l’astrazione, fino alla formazione della New York School con maestri come Arshile Gorky, Rothko e Pollock. Cambio di scena, stili e protagonisti ed ecco i tempi della pittura Hard Edge, protagonisti Frank Stella o Kenneth Nolan.

Lawrence Weiner, EARTH TO EARTH ASHES TO ASHES DUST TO DUST, 1970. Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Collezione Panza

Ampia la sezione dedicata alla Pop Art, dove giganteggiano Warhol e Lichtenstein, guidati da scelte estetiche tutte concentrate a celebrare il fumetto, la pubblicità, la televisione.

Minimalismo e concettuale sono al loro climax negli anni Sessanta (molte le opere della collezione Panza di Biumo) mentre tra i Settanta e gli Ottanta negli Stati Uniti è l’ora della pittura fotorealista con Bechtle, Blackwell, Estes.

Un itinerario che val davvero la pena seguire, esplorando la cultura di un continente e ripercorrendo una meteora artistica del cuore del Novecento.

È opportuno aggiungere inoltre che, in occasione della completa riapertura del museo e del Giardino delle Sculture Nasher dopo i lavori di ristrutturazione, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenta oggi la mostra Arte europea 1949-1979 e invita il pubblico ad una visita straordinaria gratuita delle sale espositive dalle 17 alle 20.

Natalia Radicchio

Foto| via www.romeguide.it

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