Da Bocchino alla Santanchè: classifica delle scemenze a gran cassa della settimana

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Italo Bocchino, vicepresidente Futuro e Libertà

Roma – La domanda è sibillina: cosa spinge professionisti e fini intellettuali a sparare cavolate in sede pubblica? Le risposte sono tante: propaganda politica, pubblicità gratuita, incuria o semplice fesseria. Ad ognuno il suo. Fatto sta che la settimana appena trascorsa è stata propizia a una notevole serie di minchionerie doc da parte di volti conosciuti. Vediamo i migliori in una breve classifica delle “Scemenze della settimana”.

4° postoItalo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà è seccato. Ce l’ha con i quotidiani Il Giornale e Libero. Dice che non lo fanno dormire la notte perché tirano in ballo i suoi “affari privati”: lo scandalo Telecom-Serbia, la questione de Il Roma, giornale di cui Bocchino è editore e i cui giornalisti non ricevono uno stipendio da mesi; e poi le svariate beghe del Fli. Insomma, tutta roba personale per cui – secondo il politico – non vale la notizia. Così, ha deciso di denunciare per stalking chiunque lo nomini: circa una quarantina di giornalisti (direttori compresi). E già che c’era se l’è presa anche con Roberto D’Agostino, meglio noto come Dagospia. L’Innominabile sositene che Dago avrebbe telefonato a sua moglie, Gabriella Buontempo in Bocchino, per ricattarla affermando di essere in possesso di alcune foto del marito insieme al ministro delle pari Oppurtunità, Mara Carfagna. Il contesto: una stanza d’hotel. La situazione: intima con accappatoio. La replica del buon Dago è stata esemplare: se avesse avuto degli scatti del genere li avrebbe pubblicati come fanno tutti gli onesti spioni che si rispettano. E Dagospia è da rispettare. Che Bocchino impari.

3° posto – Lo Scortato per antonomasia, Roberto Saviano, pochi giorni fa ha ripreso la querelle con Marina Berlusconi. In sintesi. In gennaio, Roby riceve la lauream ad honoris causa in Legge e la dedica ai pm del pool di Milano, gli stessi attualmente impegnati nel processo Ruby contro Silvio B.. Marina, editore di Saviano in Mondadori, la prende male: le parole dello scrittore le fanno “orrore”. Lui risponde pronto e subito dopo annuncia l’uscita di un nuovo libro con la Feltrinelli. Passa qualche mese. Saviano torna sulla questione e allo show dell’amico Fabio Fazio, Che tempo che fa, dichiara: “Marina B. mi ha attaccato per paura politica. Non ha avuto il coraggio di dire che non sopportava più le mie parole”. Nuovo battibecco tra scrittore ed editore ed immediatamente viene confermato che presto arriverà in TV il secondo tempo di Vieni via con me, fortunato show della coppia Saviano-Fazio. Domanda: possibile che Saviano non trovi modi meno offensivi per farsi pubblicità? Un suggerimento al buon Roby: se la Mondadori gli va tanto stretta, basta stracciare il contratto, pagare le onerose penali e andare per la propria strada. Non ci vuole molto, solo il libretto degli assegni e un po’ di coraggio.

2° posto – “Berlusconi si è arroccato nel Palazzo e anche lui ha assoldato i suoi mercenari, che da noi, che siamo un Paese fantasioso, si sono chiamati ‘Responsabili’”. La colorita immagine è di Massimo D’Alema, presidente del COPASIR. Il Baffino ha usato il confronto a Pisa durante un seminario di formazione dei Giovani democratici e, perché essi imparino subito come si fa politica, ha continuato ironico: “Diciamo che il nostro Paese sta vivendo una situazione simile a quella libica. Meno sanguinosa, ma non dissimile. Berlusconi ha paura della politica e soprattutto della forza politica dei suoi avversari come il Pd, per questo non vuole andare alle elezioni e si è arroccato in Parlamento”. Dunque, l’analisi è chiara: B. è il dittatore e l’Italia sotto dittatura. Bene. Aspettando che Baffino venga prelevato notte tempo dalle squadracce di regime, torturato per le idee anti-governative e deportato in una galera nel mezzo del deserto africano, come si conviene ai totalitarismi in salsa Gheddafi degni del nome, passiamo alla vincitrice della settimana.

 

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Daniela Santanchè, sottosegretario Pdl

 

1° postoDaniela Santanchè, sottosegretario all’attuazione del Programma, è unica: quando appare non sai mai cosa potrà accadere. Durante un’intervista a Il Giornale, il sottosegretario ha paragonato i magistrati che indagano sul premier agli inquirenti impegnati nella morte di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa da Brembate di Sopra (Bergamo) e trovata cadavere 3 mesi dopo. “Se avessero impiegato le stesse risorse tecnologiche che hanno speso per indagare sulle ragazze dell’Olgettina – ha ribadito la Santanchè – forse Yara sarebbe ancora viva”. La Dany, dunque, è  riuscita nell’incredibile impresa di dire almeno 3 fesserie in una volta sola. La prima nel sostenere, senza prove, che le indagini su Yara sono state pressapochiste. La seconda, di nuovo senza fondamento, che la bambina “sarebbe viva” se ci si fosse mossi diversamente. E poi la terza, per cui non servono prove ma solo parecchio pelo sullo stomaco: il Bunga-Bunga accostato ad un omicidio perché, si sa, in politica la strumentalizzazione è tutto. Brava Dany, ben fatto.

Chantal Cresta

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