Curiosity tocca Jake, la prima roccia su Marte

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Jake Matijevic, la prima roccia analizzata da Curiosity

Il 6 agosto, giorno dell’atterraggio del Rover Curiosity sul Pianeta Rosso, è una data oramai lontana. A distanza di cinquanta giorni del suo arrivo su Marte, oggi il robot tocca finalmente la prima roccia marziana.

La sonda, munita di un braccio telescopico con piccole trivelle, è in grado di sminuzzare la roccia e di inserirla al suo interno per poterla analizzare poi nel suo laboratorio SAM (Sample Analysis at Mars Analizzatore di campioni su Marte). Sin dai primi giorni in cui il robot ha “messo piede” su Marte, ha scavato il suolo rosso per poi studiarne la composizione. Ed è proprio scavando che si è scoperta la presenza di due rocce, situate al di sotto della superficie.

Gli scienziati dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) da subito, infatti, hanno dichiarato che tra i principali oggetti immortalati dalla potente telecamera “Mastcam” dell’astromobile, vi sono due sassi che sembrano riemergere dal sottosuolo, da un materiale a grana più fine. Le immagini, scattate l’8 agosto, sono però solo una piccola parte di un mosaico di fotografie, realizzate in circa un’ora di osservazioni.

Il veicolo è stata progettato in modo che, una volta avvicinatosi all’oggetto di elevato interesse per gli studiosi, metta in funzione il dispositivo laser di cui è composto, per poter analizzare la sua composizione e passare poi all’analisi più avanzata. Curiosity ha così, analizzato la prima roccia che ha localizzato. Grande come un pallone da calcio, il sasso chiamato “Jake Matijevic”  è ancora sotto studio degli scienziati che seguono la missione dal Pianeta Terra. marte, curiosity roccia, jake marte

Ad effettuare le prime analisi è stato lo spettrometro Alpha Particle X-Ray Spectrometer (APXS) e il precisissimo elaboratore di immagini Hand Lens Imager Mars (Mahli). Lo strumento che lancia impulsi laser dal rover, chiamato “ChemCham”, ha intanto raccolto i dati per valutare gli elementi chimici della roccia. Grazie a queste operazioni, il robot ha terminato i lavori su “Jake” percorrendo altri 42 metri in direzione del cratere per lanciarsi in un una “nuova avventura”.

La missione NASA è solo agli inizi del suo lungo percorso progettato su Marte, che durerà due anni. Curiosity ha percorso finora più di 400 metri dal suo arrivo sul suolo marziano all’interno del cratere “Gale”, che ospita il macchinario da sette settimane. Gli obiettivi che gli esperti NASA si sono posti lanciando questa sonda sono diversi, ma quello che più si spera è di trovare tracce di vita su Marte. Riusciranno gli esperti a scoprire l’esistenza di una forma di vita marziana? Noi nel frattempo attendiamo con pazienza i prossimi aggiornamenti firmati “Curiosity”.

Sonia Carrera

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