Cultura e Riciclo: arrivano le bibliocabine anche in Italia

Le antiche cabine telefoniche diventano bibliocabine, biblioteche on the road e conquistano il Bel Paese

bibliocabina

Una bibliocabina a Lisbona, in Portogallo

Per ogni società che si adatta al cambiamento c’è sempre qualche nostalgico che porta nel futuro un pezzo del proprio passato: è il caso di chi ha riadattato le vecchie cabine telefoniche per trasformarle in biblioteche alla portata di tutti, o meglio in “bibliocabine”. È questo il nome del piano di riqualificazione degli spazi pubblici che sta spopolando in tutta Europa e che non passerà sicuramente inosservato ai lettori più assidui.

L’ESPERIMENTO NEWYORKESE - Colui che ha risollevato dalle ceneri le cabine ormai in disuso, vittime della rivoluzione socio-comunicativa del Web 2.0, ha il nome di John Locke, architetto newyorchese che, nel progetto di riorganizzazione urbanistica “Department of Urban Betterment”, ha pensato bene di riproporle nell’inedita veste di “biblioteche on the road in modo da porre i riflettori sui libri, ennesime vittime di Internet e degli e-book. Se condivisione dev’essere, che condivisione sia, ma di cultura e a portata di marciapiede, ha pensato Locke all’avvio del suo progetto, il cui primo esperimento però non ha dato i risultati sperati avendo avuto come esito libri rubati nel giro di sei ore e successivo furto degli scaffali di supporto.

Studiato nei minimi particolari, il secondo tentativo dell’iniziativa è stato realizzato in una zona più frequentata di Manhattan, questa volta con libri muniti di logo anti-taccheggio, ma evitati i furti è subentrata l’incertezza dei passanti, spaesati dalla mancanza di un regolamento da seguire. Un terzo esperimento ha avuto luogo vicino a una ferrovia e nei pressi di una scuola pubblica, dove l’iniziativa è stata riproposta nelle stesse modalità ma con l’aggiunta di semplici indicazioni sul funzionamento del book-crossing, ad esempio con parole come “condividi” o “prendi in prestito”. Un particolare tanto piccolo quanto essenziale per la perfetta riuscita del progetto che ha finalmente premiato la costanza e la caparbietà di Locke.

bibliocabinaALLA CONQUISTA DELL’EUROPA–  Stesso progetto diversa nazione, perché questa volta le bibliocabine sono sbarcate nel vecchio continente, in particolare nella Repubblica ceca, a Praga, dove una coppia di ragazzi ha riproposto il progetto. Dai diversi tentativi di Locke, i due hanno ben compreso l’importanza di scegliere per la bibliocabina una location in cui l’attesa la fa da padrona e quale miglior luogo se non l’ospedale IKEM. Qui infatti i pazienti potranno finalmente affrontare le loro lunghe giornate in compagnia di un buon libro grazie al loro box rosso. Finalmente un servizio senza scadenza che chiunque potrà arricchire con donazioni di testi da mettere a disposizione di tutti. Per fortuna però i donatori non mancano e, come confermato dalla co-ideatrice Monika Serbusova, sono 700 i libri ricevuti e altrettanto numerosi sono coloro che hanno procurato gli scaffali utili ad ospitare i volumi. Un progetto di grande importanza che mira al recupero delle 13 mila cabine disseminate in tutto il Paese e che sta destando non poco entusiasmo. L’esperimento aveva già avuto i suoi precedenti in altri Paesi europei, come la Germania e la Svezia, dove l’iniziativa aveva riscosso ulteriore successo. Ma l’esempio più riuscito rimane quello del Regno Unito, dove sono state più di 50 le cabine recuperate, tanto da organizzare dei veri e propri biblio-tour.

LE BIBLIO-CABINE SBARCANO IN ITALIA – Cultura e spazi inutilizzati, sono questi i due ingredienti per la ricetta di un progetto vincente, ma nonostante questi siano due fattori che nel Bel Paese non mancano affatto, c’è sempre una maggioranza di pessimisti che crede l’iniziativa delle bibliocabine possibile dappertutto tranne che in una delle pietre miliari della cultura come l’Italia. Una contraddizione che viene smentita dal caso di piazza Duca d’Aosta ad Arona, sul Lago Maggiore, vicino alla stazione ferroviaria  dove due giovani, Camilla Sanneris e Juan Carlos Usellini, con l’aiuto di Telecom Italia hanno ottenuto e riportato in auge una cabina telefonica conferendole la sua nuova funzione.

bibliocabina1Ma i promotori del bookcrossing made in Italy sono arrivati anche nella capitale. L’iniziativa è del Comitato di quartiere Torresina e la cabina interessata è situata nel parco Montanelli come conferma Antonio Giustiniani, membro del Comitato, che ha aggiunto «Saremo noi ad averla ufficialmente in custodia e sarà nostra cura e responsabilità sorvegliarla e tenerla sempre piena di libri da scambiare, con la filosofia del “Libera libri” che già attuiamo sotto al box nel Centro Commerciale Torresina in collaborazione con le associazioni H2 e Scaffali ». Tra le altre collaborazioni ricordiamo anche l’Associazione culturale Alberoandronico e il nuovo partner, la Round Robin Editrice, che donerà gran parte dei libri e non ultima la Telecom Italia che insieme al consiglio municipale ha approvato la richiesta del Comitato.

Il Comitato della Torresina spera che l’idea possa piacere a livello comunale o ad altre associazioni per far sorgere altre cabine e farle divenire uno strumento di promozione culturale.  L’inaugurazione è prevista per metà settembre ma fino a quel momento la cabina resterà delimitata con del nastro per proteggerla da possibili atti vandalici. Tra le incombenti minacce che ostacolano il progetto compaiono anche i furti, compiuti dai rigattieri che sottraggono i libri per poi rivenderli, inconveniente che verrà in parte risolto timbrando i libri in più punti e con la possibilità di prenderne al massimo tre alla volta.  

Si è soliti riflettere su quanto un progetto come questo delle bibliocabine possa in qualche modo unire l’interesse per la riqualificazione degli spazi pubblici e l’amore per la lettura ma è bene anche soffermarsi su quanto sia alta la componente di senso civico alla base di un meccanismo come il book crossing e in mancanza di questo, cercare di coltivarlo per estenderlo anche ad altri spazi di pubblico dominio non sempre soggetti purtroppo alle nostre cure così da innescare un circolo virtuoso, non più vizioso.

Marzia Schiavone

@damarzia

Foto: www.twitter.com; www.google.com

 

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