Una cultura 21 capitali, San Sebastián e la Spagna motori dell’Europa culturale

Una cultura 21 capitali ci porta alla scoperta di San Sebastián, Capitale della cultura UE del 2016 insieme a Breslavia in Polonia. Progetti, storia, arte e cultura di una cittadina che vuole trascinare l'Europa verso il cambiamento

Visuale di San Sebastián/ Donostia, Spagna (http://www.drinkriberawine.com)

Visuale di San Sebastián/ Donostia, Spagna (http://www.drinkriberawine.com)

RomaUna cultura 21 capitali continua il suo viaggio alla ricerca di un’Europa nuova e antica, che unisca il fascino del passato con l’inarrestabile arrivo di un futuro che pone sfide incalzanti a livello continentale. Il nostro cammino ci porta oggi in Spagna, nella città di San Sebastián, fiorente cittadina dei Paesi Baschi eletta Capitale Europea della Cultura 2016. Considerata tra le peggiori alunne in termini economico – finanziari nell’UE dei 28, la Spagna è uno dei più importanti stati europei per arte, cultura e tradizione. I Paesi Baschi in particolare sono una straordinaria realtà di una cultura antichissima sopravvissuta a guerre e rivoluzioni.

COMPETIZIONEDonostia/ San Sebastián, appellativo ufficiale della cittadina basca che fa onore anche alla lingua locale euskera, ha partecipato alla competizione 5 anni fa sfidando cittadine altrettanto importanti per l’immaginario collettivo spagnolo ed europeo: Córdoba, Burgos, Las Palmas de Gran Canaria, Segovia e Saragozza. La città ha vinto ufficialmente nel giugno 2011 grazie ad un progetto che connette la città con l’intera regione basca, le cittadine atlantiche e il confine francese.

UNA STORIA BORGHESE – La fondazione di San Sebastián è legata ad un monastero di cui si hanno avuto notizie per la prima volta nel 1014; la fondazione della città vera e propria viene fatta risalire al 1174, quando il Re di Navarra Sancho il Saggio concesse alla città lo status di Fuero, una sorta di privilegiato riconoscimento di alcuni diritti e consuetudini.  La città è stata da sempre oggetto di interesse in quanto territorio di confine con la Francia e detentore di un’importante sbocco marittimo. Commercio e pesca furono le attività storiche della cittadina sempre in mano a francesi o spagnoli. Dopo il grande incendio del 1813, avvenuto in concomitanza con la liberazione della città dai francesi, poco rimase dell’antica Donostia. La tragedia però si trasformò in opportunità e dopo la ricostruzione Isabella II decise di spostare la residenza estiva proprio nella cittadina basca. Quest’evento aprì San Sebastián definitivamente al mondo nel diciannovesimo secolo, sviluppando la sua vocazione turistica, che continuò durante il regime di Franco fino ai giorni nostri.

SPIAGGE, ARTE E CIBO – A Donostia vivono più di 185 mila persone, con un trend demografico che negli ultimi quindici anni sembra essersi stabilizzato verso una crescita lenta. La città tra anni 50’ ed 80’ ha affrontato un grande periodo d’espansione economica, territoriale e demografica. Il turismo è oggi la principale attività cittadina. In città ci sono tre spiagge che propongono tre offerte differenti: la Playa de la Concha, la spiaggia più grande ed attrezzata, l’Ondarreta, quella più piccola e di nicchia, ed infine la Zurriola, 800 m di costa aperta verso l’oceano, ideale per surfisti, giovani e amanti del nudismo. Per ciò che riguarda il patrimonio artistico sussistono ancora alcuni edifici e costruzioni della città esistente prima dell’incendio del 1813 come la Basilica de Santa Maria, la Iglesia de San Vicente ed il rinascimentale Museo Nacional de San Telmo. Ciò che venne realizzato dopo l’incendio nell’800’ e 900’ non è da meno; la Catedral del Buon Pastor, il ponte Maria Kristina e l’antico Casino sono dei buoni esempi dell’arte del tempo. Da buona cittadina spagnola, Donostia non manca di tradizioni culinarie antiche e prelibate, tra questi i tradizionali Pintxos, conosciuti nel resto della penisola come Tapas, sono porzioni di svariati cibi che accompagnano le cene e gli aperitivi dei Donostiarras.

Una veduta notturna di San Sebastian del monte Urgull (it.wikipedia.org)

OBIETTIVI DA CAPITALE -  Cibo, arte e tante culture che si mescolano nella cittadina basca hanno dato solide basi al progetto San Sebastián Capitale. Riscoprire i tratti in comuni e le differenze tra cittadini europei, conoscersi e favorire la concertazione per l’appartenenza ad una vera comunità UE, questi sono gli obiettivi che Donostia ha proposto al comitato dei giudici. Come raggiungerli? Attraverso i tre verbi capitali da mettere in pratica: conversare, convivere e confluire. La città che ospita due lingue ufficiali, castellano ed euskera, e mantiene radici che si rifanno al sardo, al gallego, al catalano, al gaelico, al flamenco, al bretone e al franco provenzale non può che puntare sul dialogo. L’istruzione come punto focale per contribuire ad un futuro pacifica convivenza sociale è inoltre un messaggio importante in un territorio ferito da un passato violento causato dall’ETA e dal suo indipendentismo violento.

PROGETTI IN CORSO – Essere Capitale della Cultura UE è di per se un brand spendibile sul mercato turistico e in grado di attrarre investimenti su cultura ed innovazione. I primi progetti sono già partiti nonostante l’anno da capitale sarà il 2016. Dal punto di vista infrastrutturale da diversi anni sono in discussione opere pubbliche come la metropolitana leggera e il passaggio dell’alta velocità (AVE) da San Sebastían; la partecipazione alla competizione ha velocizzato gli iter progettuali. Inclusa dal Guardian nel 2007 come una delle 5 migliori mete estive, la città ha sempre puntato su festival estivi e non, dal Festival Internacional de Cine al Festival de Jazz, dal festival sui diritti umani al festival del cinema horror. I primi eventi specificatamente dedicati al percorso da capitale sono già iniziati; un esempio è Katapulta, una mostra interdisciplinare iniziata il 29 marzo per dare sfogo alla creatività locale, la quale toccherà differenti discipline tra cui danza, teatro, musica, architettura e oratoria.

L’EUROPA CHE RIPARTE DA SUD – Eventi, dibattiti, innovazione, storie e scambi culturali tutto questo sarà San Sebastían 2016. L’Europa per i suoi giovani, l’Europa in tempi di crisi non può prescindere dall’inclusione dei suoi membri, che essi siano economicamente più o meno deboli, per costruire un cammino nuovo spinto dalla ricchezza della propria diversità.

Domenico Pellitteri

Foto http://www.drinkriberawine.com/

 

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