Una cultura 21 capitali, Pilsen e l’apertura europea

Panorama, Pilsen, Repubblica Ceca. (tripadvisor.com)

Panorama, Pilsen, Repubblica Ceca. (tripadvisor.com)

Roma- Una cultura 21 capitali continua il suo viaggio europeo e questa settimana ci porta a Pilsen, o Plzen in ceco, una delle più importanti città della Repubblica Ceca. Andremo alla ricerca quindi del cammino, delle ragioni ispiratrici e dei cambiamenti che stanno attraversando la cittadina ceca alla luce dell’anno da capitale europea della cultura UE che l’aspetta, il 2015. Dopo Riga, un’altra città che appartiene ad una cultura e ad uno stato che ha rifiutato il modello comunista e che ha trovato una nuova identità attraverso un non facile cammino, fatto di scissioni importanti e forti cambiamenti, che hanno portato oggi a rappresentare un riferimento culturale per un determinato periodo di tempo di uno dei più grandi ed avanzati sistemi socio – economici mondiali, retto da quella che tutt’oggi è un’atipica organizzazione internazionale: l’UE.

PILSEN, UNA STORIA DI RIVOLTE – La città di Pilsen viene ricordata per la prima volta nei libri di storia per una battaglia tra il principe Boleslao II e l’imperatore Ottone II, correva l’anno 976. La città, ufficialmente fondata nel 1295, fu al centro della resistenza cattolica agli hussiti, in tempi di crociate. Pilsen fu protestante, durante la guerra dei trent’anni, assediata dai svedesi in seguito, ma il conflitto più lacerante fu quello mondiale, più precisamente il secondo conflitto di tale portata. La città, a differenza del resto dell’odierna Repubblica Ceca, fu liberata dagli statunitensi e non dall’armata rossa, particolare che permise loro di serbare meno riconoscenza verso la madrepatria Russia in tempi di URSS.

TERRA DI MEZZO – Le invasioni, le guerre, gli incroci di culture che hanno attraversato nel corso dei secoli il territorio di Pilsen sono frutto della sua centralità geografica. A soli 90 km da Praga, la città si trova a 40 km dall’odierno confine con la Germania e sole 3 ore dal confine austriaco. Facile preda di scorrerie intestine al continente europeo, oggi Pilsen è famosa per la sua università ed in particolar modo per le sue facoltà scientifiche. La città ha dato i natali all’inventore del marchio di automobili Skoda e come tutte le città continentali che si rispettino ha la propria birra, famosa anche oltre confini, la birra Pilsener.

CULTURA DA VALORIZZARE – La cultura è un vasto insieme di elementi materiali ed immateriali che formano l’identità di un popolo. La birra locale può essere considerata cultura così come la chiesa gotica di San Bartolomeo, la Colonna della Peste del 1861, il municipio rinascimentale o la Sinagoga, la terza più grande al mondo dopo Gerusalemme e Budapest, a testimonianza dell’incrocio di culture e religioni che hanno caratterizzato il territorio nel corso dei secoli.

CAPITALE EUROPEA – Se solo trenta anni fa qualcuno a Pilsen avesse pensato di fare della propria cittadina una capitale europea, sarebbe per lo meno stato preso poco sul serio. Oggi ci troviamo invece di fronte a una realtà che vedrà l’anno prossimo Pilsen, capitale culturale dell’UE. Tutto questo è arrivato dal basso, dalla gente, oltre che da lungimiranti amministrazioni locali. L’organizzazione Pilsen 2015 è nata, come da copione per una candidata a questa competizione, con cinque anni d’anticipo nel 2010 ed è formata da cittadini, istituzioni, associazioni, semplici volontari che hanno deciso di sposare gli obiettivi del progetto.

PILSEN, OPEN – UP! – Il motto della cittadina ceca, tradotto Pilsen apriti, è letteralmente un’invocazione all’apertura mentale, fisica, culturale che proviene dal progetto Pilsen2015. Creatività, idee, innovazione, spazio per le minoranze in una società sempre più multietnica, connessa che vuole puntare sul dialogo arte – affari, scienza – gioco, cultura ed educazione, tecnologia e spazi pubblici; tutti questi concetti racchiusi in una semplice esortazione all’apertura, per un comitato organizzatore e delle istituzioni che stanno collaborando con personalità provenienti da 70 città europee. Conferenze, opera, letteratura, cinematografia, teatro, danza, musiche e performance di ogni genere stanno ampliando i desideri dei cittadini e aprendo le porte nello stesso tempo ad una comunità cittadina più internazionale ma più forte.

Sinagoga - visuale interna, Pilsen. (www.czechtourism.com)

Sinagoga – visuale interna, Pilsen. (www.czechtourism.com)

 

IL LUNGO PERIODO ED I BENEFICI PROPOSTI – Come ogni buon progetto di Capitale Europea, Pilsen2015 non si limita all’anno in questione. I benefici di lungo periodo che si ha intenzione di creare e mantenere sono tanti: dalla piattaforma online di raccolta fondi per la città agli incubatori di idee, dai progetti artistici in collaborazione con artisti svedesi al focus strategico per lo sviluppo dei percorsi turistici (dal barocco boemo, all’archeologia industriale). Per concludere, non bisogna dimenticare la fitta rete di relazioni e di cooperazione instaurata a livello pubblico e privato con vari paesi UE. Questa è Pilsen dunque, una città che dopo tanto vagare vuole oggi più che mai sentirsi europea e farsi sentire in una delle manifestazioni continentali che più sollecitano la partecipazione dei cittadini e che per questo assume probabilmente maggiore importanza, la Capitale della cultura UE.

Domenico Pellitteri

Foto www.tripadivisor.co.uk, www.czechtourism.com

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