Una cultura 21 capitali, la nuova Perugia e un territorio ritrovato

Perugia (www.italia.it)

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Roma – Il periodo natalizio si avvicina inesorabilmente anche quest’anno. Se i componenti dei comitati promotori delle 6 città finaliste potessero scegliere, probabilmente sceglierebbero di poter diventare Capitale Europea della Cultura del 2019. Il ministero però, con la sua squadra di giudici interni e provenienti dall’estero, è tutt’altro che Babbo Natale e analizzerà attentamente i progetti delle finaliste. Abbiamo già in precedenza descritto le idee progettuali di Cagliari, Matera e Lecce; questa settimana è la volta di Perugia, che presenta il suo progetto con Assisi e si innalza a rappresentante dell’Umbria tutta.

DALL’ ETRURIA ALL’INFLUENZA PAPALE - Perugia nacque per merito degli etruschi e trovò la sua affermazione con i romani prima, e come libero comune in seguito. L’età medievale e quella rinascimentale furono le due epoche di maggior prestigio della città, la quale fu centro d’istruzione per artisti di fama mondiale come Raffaello Sanzio e seconda casa per artisti come il Perugino. Facendo un salto nella Cappella di San Severo, è possibile ammirare l’affresco prodotto dai due artisti tra il 1508 e il 1521. Tra il medioevo e il rinascimento furono edificati anche quasi tutti i monumenti cittadini di maggior prestigio: la Basilica di San Domenico, la Basilica di Sant’ Agostino e la Cattedrale di San Lorenzo e la Fontana Maggiore. Un discorso a parte si deve alle porte, contese tra Etruschi e regnanti medioevali; tra queste ricordiamo Porta Sole, citata da Dante Alighieri nel Paradiso. La città ebbe un periodo di splendore come libero comune, meno sotto il dominio Papale che proseguì fino all’Unità d’Italia.

LE DUE MARCE – Due marce storiche sono partite da Perugia: la Marcia su Roma e la Marcia della Pace Perugia-Assisi. Mentre la prima ha segnato divisioni e dittatura per circa un ventennio, la seconda è un rito annuale e porta con sé un messaggio di pace in un mondo diviso dalle disuguaglianze. Dalla marcia della pace parte il progetto di Perugia, più precisamente dalla volontà di Assisi di essere Capitale della cultura UE.

UNA CITTA’ INTERNAZIONALE E LA SUA VOGLIA DI ESSERE PROTAGONISTA - Assisi e Perugia, nonostante la loro posizione centrale e geograficamente isolata, sono state e sono protagoniste nello scenario internazionale. Se la prima deve tutto a San Francesco e alla religione cattolica, Perugia è un punto di riferimento culturale a 360 gradi. La città è sede di una delle più antiche università al mondo che vanta 34.000 iscritti. L’Università per stranieri, nata nel 1925, è la più antica in Italia di questo genere. L’Umbria Jazz, l’Eurochocolate, il festival internazionale del giornalismo e quello dell’architettura, sono appuntamenti internazionali importanti che si svolgono nella città del grifone.

perugia centro storicoPERUGIA CAPITALE UNA SCELTA CONDIVISA - La crisi internazionale e, più in generale, la globalizzazione rischiano di tagliare fuori città medio-piccole come Perugia, nonostante la sua dinamicità. Da questo nasce l’esigenza di recuperare un rapporto con il territorio umbro e anche il capitale sociale del grande centro storico perugino, oggi in parte perso a causa di alcune politiche di crescita che hanno frammentato il territorio, tramite lo sviluppo di anonime e desolate periferie cittadine. Lo slogan del comitato “fabbricare i luoghi”, richiama a tre idee di base: creatività, dialogo ed accoglienza, quest’ultima intesa come ospitalità ma anche partecipazione alla cosa pubblica. L’innovatività del progetto, secondo il comitato organizzatore e quindi la fondazione Perugiassisi2019, consiste nella connessione del capoluogo al resto del territorio, trasformando la prossimità territoriale in organizzativa e creando un territorio di 91 centri storici. Per ricollegarci all’ambito nazionale, l’idea del comitato rispecchia quella voglia di superamento del concetto di provincia come qualcosa di alieno dalla grande città. L’eliminazione delle provincie non può rispondere infatti ad una mera necessità di risparmi economici, ma anche ad un ripensamento generale del territorio italiano nel XXI secolo.Perugia ed Assisi, con il loro progetto comune, si collocano quindi come ispiratori di un’Italia ed un’Europa nuova, vicina ad i cittadini.

 Domenico Pellitteri

Foto via amniumbria.altervista.org; italia.it;

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