Crollo del rublo, quali conseguenze per l’Italia?

Il lunedì nero pesa sulla Russia, che vede il rublo scivolare in caduta libera. Un crollo i cui effetti verranno avvertiti anche in Italia

rubloProsegue inesorabile il crollo del rublo, ad oggi la valuta con la peggiore performance del mondo. Nel pomeriggio di ieri, 16 dicembre, la valuta russa ha perso il 20% nell’arco di poche ore, arrivando a toccare quota ottanta sul dollaro e superando la soglia dei cento sull’euro. Una situazione critica, che ha portato la Borsa  russa ad una chiusura in rosso che ricorda da molto vicino il default del 1998, e che potrebbe avere importanti conseguenze anche sul sistema economico e bancario dell’Italia

GLI EFFETTI IN ITALIA – Come riportato da un’indagine svolta dalla Coldiretti, il mix ottenuto da sanzioni e crollo del rublo ha portato gli acquisti del Made in Italy ad una diminuzione pari a 298 milioni di euro negli ultimi tre mesi. «Le esportazioni – si legge nella nota diffusa dall’organizzazione degli imprenditori agricoli – si sono ridotte di 169 milioni di euro ad ottobre, di 96 a settembre e di 33 ad agosto». Tra i settori più danneggiati spicca sicuramente l’agricoltura (-73,5%), ma le conseguenze si fanno sentire anche nell’esportazione di automobili (-21,3%), abbigliamento (-19,4%) ed apparecchi elettrici (-23%), tre settori non colpiti direttamente dall’embargo.

TREMANO ANCHE LE BANCHE – Una forte preoccupazione serpeggia anche nel settore bancario di Italia e Francia, i cui istituti di credito sono i più esposti nei rapporti con la Federazione Russa. Mentre in Francia è forte la preoccupazione per Société Générale e Crédit Agricole, nel nostro Paese l’effetto domino potrebbe coinvolgere Unicredit, che in Russia ha impieghi per circa 14,7 miliardi di euro e realizza circa il 7% dell’utile operativo, grazie soprattutto alla Zao Unicredit, la nona banca russa per dimensioni, che sul gruppo bancario pesa circa il 10% dell’utile. Secondo gli analisti di Icbpi, «appare ragionevole aspettarsi una significativa contrazione della redditività della controllata russa a partire dal prossimo anno. Le tensioni sul mercato russo potrebbero quindi pesare sulla performance del titolo Unicredit in un’ottica a breve termine». Sempre secondo gli analisti, il crollo di una banca russa, per mancanza di liquidità o per altre ragioni, potrebbe contagiare direttamente molti istituti dell’eurozona.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

 

foto:  ilmessaggero.it

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