Crolli Pompei: impossibile commissariamento Unesco

Pompei - L’Unesco vuole salvare Pompei, ma comincia a non credere più alle promesse fatte dal nostro paese e in seguito agli ultimi crolli e ad un anno di ritardi e cattiva gestione, potrebbe addirittura decidere di scendere direttamente in campo.
Si tratterebbe di una novità assoluta e non rappresenterebbe certo un motivo di vanto; mai prima d’ora, infatti, un’organizzazione internazionale si era occupata direttamente di un bene patrimonio dell’umanità.
La situazione presso il meraviglioso sito archeologico campano è ormai drammatica. Basta una giornata di pioggia perché un pezzo di muro si sbricioli, come di fatto avvenuto pochi giorni fa nella zona nord ovest. Sarà stato proprio l’ennesimo crollo, il terzo dopo la devastazione dello scorso anno, a indurre l’Unesco a prendere in pugno la situazione e a non accettare ulteriori ritardi da parte dell’Italia.
L’Unesco ha quindi spedito una severa lettera al nostro Ministero, come riporta il Tg3, denunciando come nei due anni di commissariamento nelle mani della Protezione Civile la manutenzione sia stata carente e come nell’ultimo anno non sia stato stanziato un solo euro e non sia stata portata a termine nemmeno una delle 25 assunzioni promesse. E pensare che per lo stanziamento di fondi per Pompei, a marzo erano state addirittura innalzate le accise sulla benzina.

Ai microfoni di Sky è pero’ arrivata la pronta risposta del Sottosegretario ai Beni Culturali, Riccardo Villari, il quale ha definito come “false” le notizie apparse sui giornali e ha aggiunto: ”Ogni giorno ci relazioniamo con l’ambasciatore Unesco in Italia, ma non è nelle intenzioni o nelle facoltà dell’Unesco commissariare Pompei. E non lo avremmo permesso perché la legge non lo consente”.

Mercoledì 26 ottobre, intanto, è attesa la visita di Johannes Hahn, commissario europeo, che dovrebbe sbloccare un maxi fondo di 105 milioni per Pompei. Villari ha infine invitato un po’ polemicamente gli organi amministrativi a fare la propria parte: “A Pompei ci sono i soldi e il personale. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo, abbiamo messo in campo risorse aggiuntive e un rinforzo del personale. Ora tocca a chi ha autonomia gestionale e finanziaria come la Soprintendenza”.

 

Davide Lopez


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