Crolla la produzione industriale: le preoccupazioni di Squinzi

squinzi produzione industriale (adnkronos.com)

Il patron della Mapei Squinzi, presidente di Confindustria (andkronos.com)

Roma – La produzione industriale è ancora in calo, per il diciottesimo mese consecutivo. A rilevarlo è l’Istat, comunicando un calo per il mese di febbraio pari allo 0,8%. Su base annua – quindi rispetto a febbraio 2012 – il calo è ancora più spaventoso: -3,8%. Il calo dell’indice grezzo, poi, sfiora l’8% (-7,6%). Una situazione di profonda sofferenza per la nostra industria che, faticando a ripartire, rischia di collassare sempre più, trascinando con sé la struttura economica del paese.

I dati - Il calo di febbraio della produzione industriale brucia quasi completamente il rialzo registrato a gennaio (+1,0%). L’analisi del dato, però, consente di evidenziare differenze tra i vari comparti. Se per l’energia la situazione è drammatica, il settore manifatturiero in parte si salva, registrando addirittura un +2,1% nei beni di consumo non durevole, praticamente una piccola oasi. La produzione di autoveicoli, invece, subisce un vero e proprio tracollo: -16,6% su base annua, con una tendenza per il 2013 che si attesta sul -10,7%. Per quella che era una chiave del sistema industriale del paese, si prospetta un collasso sempre più oscuro, da quale sarà difficile estrarre rapidamente qualche sopravvissuto. A far cadere il settore, dopotutto, sembra essere il mercato interno, probabilmente a causa proprio della crisi, che riduce la propensione alla spesa degli italiani.
Mentre i beni strumentali hanno subito una flessione del 9,4% e l’energia del 8,9%, si contiene il calo dei beni intermedi, assestato al -2,6%. Industria alimentari, quelle connesse alle bevande e al tabacco, invece, registrano una crescita del 3,5%, mentre l’elettronica e l’informatica segnano un +3,1% che segnala acquisti consistenti.

Squinzi – Il presidente di Confindustria ammette che esiste «il rischio di non agganciare la ripresa che ci sarà in Europa nella seconda parte dell’anno», timore rinforzato dai dati appena emersi sulla produzione industriale. Le preoccupazioni di Squinzi sono rivolte soprattutto alla crisi politica del paese: «c’è bisogno di un governo di uomini di buona volontà che si rendano conto che la situazione economica è drammatica».

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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