Cristina Donà apre l’Avamposti Calenzano Teatro Festival 2015

Isabella Ragonese e Cristina Donà (http://www.teatrodelledonne.com/avamposti.htm)

Isabella Ragonese e Cristina Donà (http://www.teatrodelledonne.com/avamposti.htm)

Isabella Ragonese, Iaia Forte, Cristina Donà, Amanda Sandrelli, Elena Arvigo, Elodie Treccani: sono alcune delle ospiti di Avamposti Calenzano Teatro Festival, organizzato dal Teatro delle Donne di Calenzano, da venerdì 18 a sabato 26 settembre a Calenzano/Firenze: otto giornate di prime nazionali, letture, mise en éspace, vere e proprie novità o studi di spettacoli ancora in divenire.

TORNA L’AVAMPOSTI CALENZANO TEATRO FESTIVAL - Il titolo del festival nasce da due suggestioni. La prima relativa al luogo, dal momento che Calenzano nasce come villaggio fortificato, a met strada tra Prato e Firenze. La seconda relativa all’identità del Teatro delle Donne: un piccolo avamposto, dunque, una roccaforte, un presidio per il teatro d’innovazione e gli autori contemporanei, con particolare attenzione verso le autrici e tutto l’universo al femminile.

Avamposti Calenzano Teatro Festival

Cristina Donà all’Avamposti Calenzano Teatro Festival

UN AVAMPOSTO AL FEMMINILE - L’inaugurazione avverrà in un luogo d’eccezione: il cortile del Museo del Bargello di Firenze dove sarà presentato – venerdì 18 settembre – un reading-concerto contro la violenza sulle donne con Isabella Ragonese e Cristina Donà. Il titolo? Italia Numbers, con i testi di Stefano Massini e Paolo Cognetti che accompagnano lo spettatore in un viaggio fatto con la radio accesa e scandito dalla voce incantatrice e dalla musica di Cristina Donà. Italia Numbers diventa una strana conta di dati tecnici, freddi e disturbanti, in cui vengono raccontate le vittime ignote che si aggiungono al pallottoliere della cronaca usa e getta. Le loro storie, come scatti fotografici in giro per il Bel Paese, diventano parole e suoni per non dimenticare. e tracce di storie italiane, che parlano di una violenza in crescita allarmante.

ESSERE MADRE A TEATRO - Una parte del festival Avamposti sarà attraversata dal tema della maternità, con l’intento di provare a dar voce ad una realtà silenziosa ma vera, cioè quella della difficoltà e della fatica di essere madri. Si parte dal testo di Concita de Gregorio, Una madre lo sa. Tutte le ombre di un amore perfetto, su cui si cimenterà Amanda Sandrelli, presentando in anteprima  una selezione significativa di brani tratti dal libro.

Altro importante testo su questo tema è Maternity Blues (from Medea) di Grazia Verasani – sabato 19 settembre al Teatro Manzoni – messo in scena da Elena Arvigo. In un ospedale psichiatrico giudiziario si incontrano quattro donne che hanno ucciso i loro bambini. Sono la dolce Marga, l’aggressiva Eloisa, la giovanissima Rina e la più consapevole Vincenza. Chiuse all’interno dell’ospedale, le quattro protagoniste trascorrono il loro tempo espiando una condanna, che è soprattutto interiore, per il gesto che ha vanificato anche le loro esistenze. Dalla convivenza forzata – che genera la sofferenza di leggere la propria colpa in quella delle altre – germogliano amicizie, spezzate confessioni, ed un conforto senza consolazione.

ATTENZIONE AI GIOVANI - Oltre al tema della maternità, il programma di Avamposti CalenzanoTeatroFestival 2015 riserva grande attenzione ad alcuni degli autori e degli interpreti più interessanti e più giovani del panorama teatrale italiano. Elena Arvigo, giovane attrice emergente, porterà in scena 4:48 Psychosis, il testo cult di Sarah Kane, uno spettacolo che risveglia nervi e cuori, portando alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire il senso di compassione e umanità. I giovanissimi Maniaci D’Amore presentano Morsi a Vuoto, quelli della fame, della coscienza, del rimpianto, del dubbio.

Quella degli Instabili Vaganti, invece, è una prima nazionale: con Desaparecidos#43 – sabato 26 settembre Teatro Manzoni – si vuole dar voce alla drammatica vicenda dei 43 studenti “desaparecidos” di Ayotzinapa, in Messico il 26 settembre del 2014. Una drammaturgia originale, bilingue, fatta non solo di parole ma anche di azioni fisiche, suoni, canti, immagini che mettono insieme più voci, quelle voci che ancora adesso si uniscono al grido “Todos somos Ayotzinapa!”. Un grido che continua ad animare le piazze di città del Messico e di molte altre città nel mondo, che rimarrà nei graffiti metropolitani e che si è diffuso attraverso il web come hashtag, invadendo la rete.

Questo è molto altro per un festival che si presenta profondamente fondato sull’innovazione e la sperimentazione, ma declinate al femminile.

Antonio Giordano 

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