Crisi ucraina, Putin sfida l’Occidente e torna in Crimea

Inevitabile vedere nel ritorno di Putin in Crimea, in questa fase della crisi ucraina, un forte messaggio politico. Alta nel frattempo la tensione con Tokyo

putin

Il ritorno di Putin in Crimea, un viaggio dai connotati fortemente politici in questo periodo della crisi ucraina (foto: rte.ie)

Domani Vladimir Putin sarà in Crimea per una visita ufficiale. Il Presidente russo parteciperà ad una riunione operativa con i membri del Consiglio di Sicurezza russo a Sebastopoli. Nella giornata di giovedì è invece previsto un incontro con i capigruppo della Duma e alcuni deputati, al quale parteciperanno anche il premier Dimitri Medvedev e il Presidente della Duma Sergey Narishkin.

MESSAGGIO POLITICO – Il viaggio di Putin in Crimea, in un periodo in cui la crisi in Ucraina si mantiene ancora calda, ha un evidente significato politico: dimostrare pubblicamente che la Crimea è ormai parte integrante della Federazione Russa, nonostante le proteste di Kiev e le sanzioni occidentali. Secondo fonti interne a Russia Unita, il partito di Putin, i temi all’ordine del giorno verteranno su questioni relative sia alla politica estera, con le sanzioni occidentali e le risposte russe al centro del tavolo, sia su argomenti di politica interna, come il bilancio federale, il welfare, e lo sviluppo della Crimea.

LA SUA SECONDA VOLTA – La visita di domani sarà per Putin la sua seconda volta in Crimea dopo che la penisola è tornata sotto il controllo di Mosca. Già il nove maggio il Presidente russo era volato a Sebastopoli, in occasione dell’anniversario della vittoria sul nazifascismo nella seconda guerra mondiale. Una visita che fu giudicata inopportuna da buona parte dei leader occidentali. E c’è da scommettere che anche questo ‘ritorno’ non sarà tanto gradito ad Unione Europea e Stati Uniti.

TENSIONI CON IL GIAPPONE – È inevitabile supporre che nei prossimi due giorni si parlerà anche delle recenti frizioni con il Giappone, nate in seguito alla decisione russa di lanciare operazioni militari sulle isole Curili, alcune delle quali sono rivendicate da Tokyo. Dal ministero degli esteri giapponese hanno fatto sapere che riterranno inaccettabile lo svolgimento di operazioni militari russe nel territorio da loro rivendicato. Nel frattempo, le manovre militari sono già iniziate, coinvolgendo circa mille soldati e cinque elicotteri d’assalto, oltre ad altri mezzi militari non specificati.

Carlo Perigli
@c_perigli

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