Crisi? Sì, ma gli italiani non rinunciano alle griffe

Shopping: in tempi di crisi gli italiani non rinunciano alle griffe

I dati sono quelli diffusi dopo un sondaggio della Camera di Commercio di Monza e Brianza, ma i risultati non riguardano solo l’area lombarda e chiamano in causa la totalità dei consumatori italiani.

Anche in tempi di crisi, quando le famiglie tagliano le spese per i prodotti alimentari, per le visite mediche straordinarie o per lo svago e la cultura, insieme al settore della tecnologia un altro ambito pare non conoscere recessione: l’abbigliamento e gli accessori firmati. Gli italiani sono malati di griffe ed oltre il 70% è disposto a mettere mano al portafogli, magari compiendo un piccolo sacrificio in altri settori, pur di avere l’oggetto desiderato, con marchio bene in vista. Per abiti, scarpe, borse o occhiali di marca si arriva volentieri a spendere fino al 30% in più rispetto ad un prodotto analogo, ma anonimo: un 3% degli intervistati ha detto di essere addirittura disponibile a pagare anche oltre il 50% del costo in più.

Accanto a questi dati occorre ricordare come nel nostro paese anche da giovanissimi il vestiario griffato sia ormai divenuto un imperativo. Scarpe e vestiti firmati sono per due ragazzi su tre in cima alla lista dei desideri: per i più piccoli pesa il condizionamento della pubblicità, mentre tra gli adolescenti è il confronto con i compagni di scuola e gli amici a guidare le scelte. Tra tutti gli under 18 quelli che più risultano forzati della moda griffata appartengono ad una categoria ben precisa, almeno secondo le statistiche: si tratterebbe di ragazze, originarie del Sud e provenienti da famiglie a reddito medio basso.

L’incrocio di tutti questi dati spiegherebbero il fiorire, ancora nell’ultimo biennio e in tutta la penisola, dei cosiddetti outlet, veri e propri villaggi dello shopping dove i più noti ed apprezzati marchi di vestiario, ma anche di oggettistica e casalinghi, biancheria e pelletteria, hanno punti vendita con merce a prezzi scontati rispetto al prezzo di listino in corso. A seconda del tipo di merce – collezioni passate, capi di seconda scelta, campionari, etc. – gli sconti variano dal 10 al 70%.

Redazione

FOTO via: http://www.pourfemme.it; http://www.repubblica.it

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