Crisi, Monti: si vede via d’uscita, sostegno del Parlamento fondamentale

Roma – «L’Italia non viene più vista come una mina per il sistema» ma come un Paese che «può contribuire a trovare soluzioni». Reduce dalla positiva riunione dell’Ecofin, rincuorato dall’incoraggiamento del capo dello Stato, Giorgio Napolitano e dal governatore della Bce Mario Draghi, il presidente del Consiglio Mario Monti incassa al Senato e alla Camera il sostegno delle mozioni sulla politica europea del governo, presentate unitariamente da Pdl-Pd e Terzo Polo. Un passaggio ritenuto di grande rilievo anche da Gianfranco Fini.

«Per il governo – ha confermato Monti in un passaggio del suo intervento alla Camera – è fondamentale poter contare sul sostegno dei gruppi parlamentari e delle forze politiche in un momento in cui si compiono scelte decisive per la governance europea e per il futuro stesso dell’Europa». «Sono particolarmente grato alle forze politiche. C’è stato uno sforzo esplicito, congiunto e brillante, visto il risultato in termini di mozione condivisa. Questo – ha aggiunto il Premier – dà grande forza all’Italia e al governo che la rappresenta».

Una forza ottenuta dai numeri: il documento Pdl-Pd-Terzo Polo ottiene il disco verde a larga maggioranza al Senato e alla Camera passa con 468 voti favorevoli, 42 contrari e 5 astenuti. Risultato che soddisfa il Quirinale, che accompagna il via libera del Parlamento registrando “l’importante risultato” ottenuto. Sulla stessa lunghezza d’onda il giudizio espresso al termine delle votazioni dal presidente della Camera. «Un segnale importante di coesione tra le forze politiche», ha commentato Gianfranco Fini. «Anche questa volta – ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano a Montecitorio – abbiamo messo l’Italia prima di tutto. Prima degli egoismi di parte, prima del governo, della maggioranza e dell’opposizione. Quando sono in gioco gli interessi del Paese, allora indossiamo la maglia della nazionale e giochiamo uniti…».

Ma allo stesso tempo Alfano ha sollecitato il governo a rendere operativa la fase due con le misure per rilanciare la produzione e la crescita. «Diciamo basta. L’Italia non deve fare altre manovre», perché non si possono chiedere «altri sacrifici e andare in Europa con il capo cosparso di cenere per un senso di colpa storico che noi non portiamo». «Dobbiamo tornare a muoverci come Paese fondatore dell’Ue – ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – che non rinuncia all’obiettivo storico dell’unità federale dell’Europa. Obiettivo che rischia di sfuggirci di mano con l’euro che non è un nuovo inizio, ma le colonne d’Ercole del sogno europeo». L’Italia con i provvedimenti messi a punto dal governo Monti «sta facendo il primo passo. Il secondo facciamolo con l’Europa, facciamolo insieme altrimenti non si va da nessuna parte».

Dalla maggioranza è stata anche sollecitata particolare attenzione al ruolo della Corte di Giustizia dell’Unione europea, al «giusto equilibrio fra la politica di riduzione del deficit e del debito, le politiche di stabilizzazione dell’euro e la politica per la crescita attraverso molteplici interventi» e alle politiche per «l’introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie prospettando l’opportunità che essa si applichi a tutti Paesi membri dell’unione europea». Ma al Senato è stato anche approvato un emendamento della Lega che inserisce nella mozione di maggioranza, un riferimento alle radici giudaico-cristiane dell’Europa. A favore hanno votato Pdl, Lega e Terzo Polo.

Un riferimento a questo tema è stato fatto ieri da Monti nel suo intervento a Palazzo Madama: «In Italia c’è piena consapevolezza della necessità di non strumentalizzare una questione importante e di non tradurla in una polemica spicciola – ha rimarcato il presidente del Consiglio – se si fa riferimento alle radici, all’etica e alla morale non si può dimenticare la sfida che abbiamo di fronte di un pensiero né forte né debole, ma saggio, anzi sapiente».

«Il Pdl al Senato – ha infine ricordato Maurizio Gasparri – ha lavorato affinché il governo italiano abbia il più forte mandato possibile quando dovrà affrontare i negoziati della Ue con l’obiettivo di difendere l’interesse nazionale». Riguardo al voto sulle radici culturali e giudaico-cristiane dell’Europa «è molto positivo che questa chiara affermazione abbia ottenuto un voto positivo del Senato. Perché, al di là degli aspetti economici, delle grandi preoccupazioni di carattere finanziario, l’Europa deve riconoscere se stessa e la sua identità di storia e di valori».

Natalia Radicchio

Foto| via http://media.wired.it

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