Crisi. L’estate avanza e la politica resta… più stordita che mai

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Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro

Roma – Siete confusi e frastornati? Vi sentite straniti? Avete iniziato a vagare senza mèta con in mano la scheda elettorale e fermate la gente chiedendole che roba sia? Siete convinti che la tessera del Pd sia il vostro abbonamento del tram e quella del Pdl un apri-scatole? Avevate creduto di esservi iscritti al Sel di Nichi Vendola e vi trovate a votare in compagnia di anttempate signore in visibilio per il cardinal Bagnasco e Pierferdinando Casini? Aderite a Udc da anni e avete realizzato che i vostri amici di credo frequentano i centri sociali anziché la parrocchia? Avreste giurato che il Fli era composto da ex di An ma avete scoperto che invece è come l’IDV di Antonio di Pietro?

Se i vostri sintomi sono questi, niente paura. Non siete voi a soffrire per i postumi di un colpo di caldo, si tratta solo della politica nazionale.

Il fatto è che più si avvicina l’autunno, più diventa prossimo l’inizio ufficiale della campagna elettorale 2013. Periodaccio: amicizie da combinare, inimicizie da ufficializzare, alleanze da intavolare. Una faticaccia. Tanto più se si pensa che in settembre si dovrebbe raggiungere l’accordo definitivo per la nuova legge elettorale. Se così sarà, da quel momento in poi, al Governo Monti potrebbe accadere qualsiasi cosa. In attesa di settembre quindi i partiti si scrutano, si occhieggiano e si pesano a vicenda. Tutti. E iniziano a farlo in anticipo per vedere cosa si riesce ad imbastire al fine di riprendere nel prossimo mese. Unica regola da seguire: organizzarsi per non sparire dal Parlamento. Poi tutto è concesso fino ai confini della realtà. Ogni connubio, che – per altro – a tentare di renderne riassunto si rischia la vertigine. Reggetevi.

Pier Luigi Bersani ha annunciato la Carta di Intenti dei democratici. Pare che non sia altro se non il patto di Vasto sancito al raduno dell’IDV dell’anno scorso con il suo leader Di Pietro e quello del Sel Nichi Vendola. Ora però la Carta è approvata solo da Bersani e Vendola perché Tonino è stato escluso. Sembra che tutti si siano improvvisamente accorti che Di Pietro quando attacca, le spara grosse ma, in effetti, il punto è altro: Vendola non vuole spartire i propri voti con Tonino. Però non vuole neppure inimicarselo, quindi prima va al voto in tandem con il Pd e poi tutto è possibile.

Di contro il Pd in Parlamento vota i decreti di Monti mentre si accorda con Vendola per una alleanza che cancelli le misure liberiste e i tagli della spending review. Quindi i democrat sono spaccati perché mandar a nozze un Fioroni e una Bindi con chi vuol le nozze gay, è matrimonio che non sa da fare. Loro gradirebbero molto di più Casini che di coppie extra-matrimoniali ed extra-eterosessuali non vuol sentir parlare, come non vuol sentir parlare di alleanze prima del voto. Poi non vuol sentir parlare di coalizioni che non seguano le orme del Governo Monti. Ancora meglio se con un Monti bis. Quindi chiamarlo in causa prima delle elezioni è quanto meno scortese. Dopo, tutto è possibile. Se ancora non siete stramazzati a terra, si può continuare.

Il Pdl vorrebbe fare le primarie per decidere il proprio leader, però il leader è Berlusconi, quindi se lui si ricandida le primarie non servono ma si potrebbero fare per cortesia ad Alfano, il quale malgrado non sarà, forse, il prossimo candidato a Palazzo Chigi, sta comunque promuovendo il programma elettorale del Pdl. Un mix di dismissioni di Stato, riduzioni fiscali e vendite del patrimonio pubblico. Il possibile, attuale leader Berlusconi, invece, dopo aver sciolto le proprie riserve durante un’intervista al Bild, non lo ha ancora fatto nel suo partito, perché pare che di ricandidarsi non abbia alcuna voglia né intenzione.

Poi c’è l’incognita Oscar Giannino. Se il Fermare il declino dovesse diventare lista civica, il Pdl non potrebbe che avvicinarvisi insieme alla Lega, la quale attualmente di allearsi con gli ex amici non ha intenzione per il loro appoggio a Monti. Ovunque, tranne che in Lombardia dove l’asse Pdl-Lega è più solido che mai e pare continuerà ad esserlo per l’elezione del prossimo gavernatore che sembra sarà un leghista appoggiato dagli azzurri.

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Rivisitazione della voto di Vasto (gay.it)

Mica finita. Oggi Fabio Granata di Futuro e Libertà, il partitino di Giangranco Fini al 1,8%, ha fatto sapere di essere pronto ad allearsi con l’IDV perché entrambi hanno un’anima giustizialista. Poche ore e la replica è arrivata. Non dall’IDV ma da esponenti del Fli. Su tutti, Potito Salatto, membro ufficiale della presidenza Fli, il quale ha spiegato come Granata abbia avuto un colpo di caldo. Replica piccata di Granata a seguire. Pare, però, che i finiani siano pronti a mollare Fini per altri lidi: Pdl, Lista Montezemolo-Oscar Giannino (se ci sarà), Udc, casa Storace.

Rimane il fatto che l’IDV ha bisogno di un alleato. Soprattutto dopo la porta che Beppe Grillo ha sbattutto in faccia al povero Tonino. E a proposito di Grillo: oggi nella sede di partito del M5s – il blog di Beppe – è apparso un commento sulle Olimpiadi. Dice che i giochi sono il tronfo del nazionalismo in chiave novecentesca. Abbasso lo sport e il capitalismo. E ora potete pure svenire.

Chantal Cresta

Foto || gay.it; liberoquotidiano.it; riccardolattanzi.com

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