Crescita dell’India: verso il sorpasso alla Cina

Il Fondo Monetario Internazionale prevede che il Pil indiano crescerà più di quello cinese già dal 2016. Male l’Italia

india

Il mondo potrebbe avere presto un nuovo leader nella crescita economica. È quanto emerge dal “World Economic Outlook” redatto dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che prevede che nel 2016 l’India crescerà a ritmi più veloci della Cina, diventando l’economia più in crescita del pianeta. Lo studio alimenta le aspettative in circolazione qualche anno fa sull’economia indiana, alimentando le convinzioni che l’India possa diventare “la nuova Cina”.

LO STUDIO – Il “World Economic Outlook” è uno studio pubblicato dall’Fmi due volte ogni tre anni e periodicamente aggiornato. Contiene previsioni a breve e medio termine – quattro anni – sulle principali tendenze dell’economia mondiale, e delle stime su oltre 180 economie nazionali. Prende in considerazione indicatori come bilancia commerciale, politiche economiche e fiscali, prodotto interno lordo e inflazione. Il dato più rilevante dell’ultimo aggiornamento è la costante crescita dell’India, del 6,3% nel 2015 e 6,5% nel 2016. E proprio nel 2016 dovrebbe avvenire il sorpasso, anche a causa della frenata della crescita cinese.

L’EFFETTO MODI – La principale ragione di ottimismo dell’Fmi è costituita dalla fiducia nei confronti delle riforme promesse dal primo ministro dell’India Narendra Modi, eletto da poco più otto mesi nelle elezioni di maggio 2014 e ancora pressoché ignorato nei Paesi Occidentali. Modi intende favorire gli investimenti esteri e promuovere l’innovazione del settore manifatturiero attraverso l’iniziativa “Make in India”, che vorrebbe rendere il perno dell’economia nazionale del futuro. A influire sulla crescita indiana anche fattori esterni come il crollo del prezzo del petrolio di cui l’India è uno dei maggiori importatori mondiali, che consentirà al Paese di investire le proprie risorse in infrastrutture e servizi pubblici.

I DUBBI – Le stime sono fortemente vincolate alle riforme promesse da Modi. Tuttavia, il primo ministro ha avuto un approccio timido nei primi otto mesi in carica e per ora ha deluso le aspettative degli osservatori internazionali. I regolamenti sui brevetti, le clausole di responsabilità illimitata dei fornitori esteri e l’ingombrante burocrazia statale sono alcuni dei fattori che ancora limitano gli investimenti stranieri in India e su cui, secondo gli esperti, il governo Modi ha fatto ancora troppo poco.

GIÙ LA CINA – La scalata al primo posto dell’economia indiana, tuttora incerta e poco prevedibile, è aiutata anche dalla frenata cinese. Nel 2014 la Cina è cresciuta del 7,4%, il tasso più basso dal 1990, e Oxford Economics prevede che il 2015 potrebbe essere l’ultimo anno in cui la Cina crescerà a un ritmo superiore al 6%. Secondo l’Fmi invece, la Cina dovrebbe crescere del 6,8% nel 2015 e del 6,3% nel 2016 in confronto al 6,3% e 6,5% dell’India. Tuttavia, bisogna tenere a mente che l’India supererà la Cina nel tasso di crescita annua, non nel Pil annuale. Il Pil indiano – circa 2 miliardi di dollari – rimane ancora sensibilmente inferiore a quello cinese, che ammonta a 9,5 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda l’Italia, nell’ultimo aggiornamento l’Fmi ha tagliato di mezzo punto le stime della crescita dell’economia italiana nel 2015 e 2016, portandole rispettivamente a +0,4% e +0,8%. Un dato che è basso anche rispetto all’eurozona, in cui la crescita è molto timida, e che è il più basso di tutto il G7, di cui forse è il caso di chiedersi se facciamo ancora parte.

Alessio Perrone

@alessioperrone

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