Cresci-Italia: Monti parla e Piazza Affari piomba, ecco come inizia la Fase2

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Mario Monti

Roma – Ha parlato il premier Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno e ha detto che il differenziale tra Bund tedeschi e Btp italiani – la forbice impazzita dei Titoli di Stato su cui si è basata la sfiducia dei mercati sulla solidità della nostra economia, la caduta di un Governo regolarmente eletto, la momentanea sospenzione della piena democrazia, nonché la nomina fettolosa ed arruffata dell’attuale Esecutivo – non vale eccessiva preoccupazione.

Spiega il Professore, con prospetto spread annuale in mano: ‹‹Guardo anche io l’andamento dello spread nel corso della giornata, ma senza divinizzarlo quando scende o demonizzarlo quando sale››.  Dunque, farà piacere sapere che il premier non avrà dato troppa importanza neppure al fatto che, mentre egli dichiarava tanto sano distacco dalle curie economiche, Piazza Affari scendeva dopo un avvio positivo e lo spread – quello per cui è bene non preoccuparsi troppo – riprendeva a salire, passando da 514 punti a 522, per scendere poi a 517 per effetto dell’asta odierna di Btp che ha fatturato 7 miliardi sugli 8,5 previsti.

Di cose il presidente del Consiglio ne ha dette molte altre: ha spiegato che la cosiddetta Fase 2, il decreto Cresci-Italia, sarà disegnato sugli stessi criteri di equità e rigore della Fase1; ha esposto alcune linee guida dei programmi in discussione per il futuro; ha rilanciato sulle liberalizzazioni, riforma del Lavoro, provvedimenti per le infrastrutture, ricerca e coesione sociale (che fa rima con nuove risorse per il Mezzoggiorno). Pare, però, che nulla di tutto ciò abbia incoraggiato i mercati. Risultato: se oggi Piazza Affari ha chiuso con un quasi impercettibile +0,76% è stato per effetto dei limitati acquisti della Bce sul mercato secondario dei Btp decennali (5-10 milioni sui 2,5 miliardi fatturati al 6,98%) e lo sprone di Wall Street, positivo al suo avvio. Da qui alcune considerazioni.

Primo – I mercati sono suscettibili. Amano poco e diffidano di tutto perciò non tollerano che un capo di Stato sottostimi uno degli indicatori sui quali si basa l’economia internazionale. Tanto più se il capo di Stato in questione è stato chiamato apposta per far scivolare l’indicatore sotto i 500 punti. Questo agire spaventa, anche quando si articola su profonda conoscenza della materia.

Secondo – Se i mercati non sono stati rassicurati dalle parole di Monti è lecito supporre sia per almeno 2 ragioni. La prima: il premier non ha annunciato alcuna misura concreta della Fase 2. Si è limitato a disegnare delle linee guida in divenire, troppo vaghe per poter essere capitalizzate dagli investitori e senza neppure tempi di attuazione precisi.

La seconda è consostanziale alla prima: l’Italia è in recessione e lo è anche grazie all’ultima Manovra. Senza misure certe e quantificate nel tempo, in breve il Paese imploderà in un circolo vizioso fatto di assenza di consumi, quindi mancati ricavi, quindi poco cicolo di liquidi, quindi licenziamenti e fallimenti aziendali. E se pensate che il quadro sia eccessivamente pessimistico, ricordatevi del Natale appena passato. Gli investitori se ne ricordano e senza provvedimenti rapidi e scadenzati che riportino il Pil a crescere invece che decrescere di 2-3 punti base, riportando lo spread almeno sui 400 punti, solo i pazzi o gli speculatori capaci spenderebbero soldi con noi.

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ansa.it

Terzo – Monti da europeista guarda alla Ue come cartina di tornasole del suo agire. Bene. Peccato che la Ue non dimostri lo stesso affetto, non solo verso l’Italia, ma neppure verso se stessa. L’ultimo Consiglio europeo, lo scorso 9 dicembre, è stato un flop: non c’è stata riformulazione della Bce come prestatore finale, il fondo Salva- Stati non è stato rimpinguato a sufficienza e la Gran Bretagna si è defilata, rifiutandosi – giustamante – di aderire ad un’unione governativa e non più comunitaria che impone ai Membri di cedere la loro sovranità in cambio di una regolamentazione fiscale che non apporterà sollievo né all’euro né agli Stati. Risultato: l’Europa è spaccata, la moneta unica è considerata un affare poco conveniente e altri Paesi stanno pensando di seguire le orme inglesi: Polonia, Lettonia, Lituania e Bulgaria vogliono rimandare l’annessione all’Unione mentre l’Ungheria  ha varato una flat tax per favorire le proprie imprese. L’Italia, invece, ha ceduto sovranità a Francia e Germania esponendosi, così, ad un ulteriore rischio perché se i due paesi dalle economie non più forti dovessero iniziare a soffrire, i Membri più deboli sarebbero i primi a subirne le conseguenze.

Tornando a Monti. Ha dichiarato che non occorerrà un’altra Manovra. Bene. Poi ha annunciato una riforma del Catasto che aumenterà il valore fiscale degli immobili. Non ha detto, invece, che è previsto un rincaro dei pedaggi autostradali del 2%. Altre tasse. Altra depressione. E i mercati continuano a non fidarsi. Male.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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