Coworking: condividere spazi e idee lavorando in sinergia

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Da qualche anno anche l'Italia ha scoperto l'alto potenziale del coworking (environmentphilippines.com)

Condividere spazi di lavoro conviene, o per dirlo in altre parole, fare coworking conviene. Si tratta di una formula lavorativa di ultima generazione che si adatta alle esigenze delle nuove professioni “creative”, che fanno della connessione e della commistione con altre esperienze, la loro ragion d’essere. Allora un ufficio non basta più, meglio un ampio spazio senza barriere fisiche e mentali, in cui diversi ambiti professionali possono convivere e lavorare in maniera sinergica. Per non parlare del fatto che si abbattono i costi fissi di mantenimento di un ufficio, promuovendo l’occupazione.

L’idea geniale di condividere spazi ed esperienze lavorative è nata nell’americana Silicon Valley nel 2005, e da qui si è diffusa anche in Europa, soprattutto nei paesi del nord. L’attività del coworking coinvolge in particolar modo i liberi professionisti, i freelance e tutti coloro che soffrono, per così dire, di isolamento lavorativo.

Condividere spazi permette a questo genere di figure professionali di continuare a lavorare in modo indipendente, ma con la possibilità di creare una sinergia lavorativa che apporta quel valore aggiunto alla propria attività, grazie al contatto con persone di talento. Fare coworking non significa dunque condividere un mero e delimitato spazio fisico, bensì un ampio e proficuo spazio mentale, che favorisce la nascita di nuove e originali iniziative imprenditoriali.

Negli ultimi anni anche l’Italia si è accorta di questo modello lavorativo vincente, anche se in netto ritardo rispetto a Paesi come la Germania, in cui il coworking è ormai prassi consolidata,  Nel 2008 nasce infatti Cowo, la rete di coworking più diffusa in Italia che conta 65 spazi in 35 città. A idearla sono stati Laura Coppola e Massimo Cerraro, partners di un’affermata agenzia di comunicazione. Nell’aprile 2008, i due professionisti hanno deciso di aprire i propri uffici milanesi a un’esperienza lavorativa nuova, e da quel momento le richieste sono piovute a cascata, da professionisti italiani e stranieri. In breve tempo poi Cowo è divenuto un programma di affiliazione aperto a chiunque abbia un’attività professionale già operativa e voglia condividere il proprio ufficio con altre persone.

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Nei coworking i professionisti possono condividere spazi e idee (commons.wikimedia.org)

Le città italiane più all’avanguardia in fatto di coworking sembrano essere Milano e Ferrara. La Camera di Commercio di Ferrara e il Comune di Milano sono infatti stati i primi enti italiani ad aver istituzionalizzato il coworking, attraverso due bandi di trecento mila euro ciascuno, che favoriscono giovani e imprenditori con cospicui finanziamenti per progetti mirati. Il Comune emiliano ha stanziato duemila euro per ogni aspirante coworker under trentacinque.

Milano invece, grazie a un accordo tra Palazzo Marino e Camera di Commercio, ha concesso la possibilità di erogare voucher per un massimo di millecinquecento euro, in favore di chi sceglie di lavorare in condivisione in uno degli spazi accreditati. Il Comune di Belluno, invece, dal 2014 metterà a disposizione dei neolaureati un palazzo della città e dei computer per lanciare il coworking e far fronte alla piaga della disoccupazione giovanile.

Insomma, anche se in ritardo, l’Italia comincia a darsi da fare per incentivare la diffusione del coworking: una formula anti-crisi che di questi tempi si sta rivelando vincente. E in questo caso il Belpaese non sta solo a guardare.

 Cristina Casini

@cristina_casini

 Foto: studi565.com

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Una risposta a Coworking: condividere spazi e idee lavorando in sinergia

  1. avatar
    Fabio 30/08/2013 a 15:04

    Per gli interessati nelle Marche ad Ancona è attiva l’iniziativa The Hive, coworking, incubatore, acceleratore d’impresa con uno spazio di 1.600 mq con 100 postazioni di coworking, 1 area dedicata all’incubatore/acceleratore, 14 sale meeting, 1 fablab, 1 food & coffee court.

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