Costellazioni, Vasco Brondi è il nuovo De Gregori

Vasco Brondi
Vasco Brondi
è un bravissimo autore, anzi, l’autore nel vero senso del termine. Autore originariamente è colui che “fa aumentare qualcosa”, nel nostro caso il cantautorato italiano. Quando nacque il progetto de Le luci della centrale elettrica, Vasco Brondi dichiarò che «anche ai cavalcavia bisogna trovare un’anima» e lui lo ha fatto. Costellazioni, il suo nuovo album, è lo step successivo, l’evoluzione, il 2.0 dei lavori precedenti.

UN DISCO ELETTRONICO – La novità decisiva è la presenza dell’elettronica a discapito del suono intimista della chitarra. Vasco dimostra di essere in grado di raccontare la poesia della quotidianità in modi differenti, di donargli vestiti differenti. Non c’è una soluzione condivisa, ma quindici vestiti musicali cangianti, alcuni riuscitissimi, altri forse meno, quel che conta è continuare a cercare e a migliorarsi.

COSTELLAZIONI TRA BATTIATO E DE GREGORI – Il disco si apre con La terra, l’Emilia e la Luna che, anche nel testo, dichiara limpidamente l’introduzione della novità: «Da una finestra arriva della musica elettronica dell’Est Europa/ io cerco un centro di gravità almeno momentanea» la citazione di Battiato non è  casuale, Vasco in questo album guarda molto sia a lui sia a De Gregori rileggendolo, in I Sonic Youth ad esempio dove «lo sveste, lo riveste e poi lo mette a letto» come direbbe Vecchioni.

costellazioni

I DESTINI GENERALI E LA COMPONENTE SOCIALE - Macbeth nella nebbia contiene, insieme a Firmamento,  tutte le novità del disco: dai suoni fino all’evoluzione del testo, viaggia diretta verso i Destini Generali (potete vedere il video in coda alla recensione). Il primo singolo dell’album è introdotto da un coro nonsense, insolito per Brondi, che sa stupire gli ascoltatori introducendo un testo importante: «Le stelle cadendo cercano Il tuo volto/cadendo dopo gli ultimi anni /di scioperi senza nessun risultato/ è solo un momento di crisi di passaggio/che io e il mondo stiamo attraversando». La componente sociale e di denuncia è largamente presente nell’intero album conferendo spessore e credibilità maggiore.

SORRIDI E FERMATI SOLO QUANDO SANGUINI
Ti vendi bene è il punto di passaggio da qui in poi l’album tende a sfaldarsi un po’, del resto su quindici pezzi non tutto può essere perfetto, ma Vasco Brondi ha ancora qualche carta da giocare. A risollevare la situazione Questo scontro tranquillo e 40 km, quest’ultimo il pezzo migliore dell’intero album, la summa del disco: «senza volere raccogliamo le risonanze del nostro tempo dentro di noi, così tanti desideri e pareri. Sorridi e fermati solo quando sanguini».

COSTELLAZIONI, VASCO BRONDI 2.0 - Quell’inquietudine che ha sempre caratterizzato i testi delle Luci della Centrale Elettrica c’è ancora ma ha raggiunto uno step successivo, è maturata, non è più drammaticamente ineluttabile, si può ballare sulle macerie: raccogliamo la realtà e trasformiamola in qualcos’altro, questo è l’invito. Come un vero cantautore, Vasco Brondi, non fornisce solo una visione realista ed oggettiva della realtà ma anche i possibili rimedi. Costellazioni è la colonna sonora perfetta di questi tempi, un disco attuale e pieno, straripante e vero.

Voto: 9,5

Serena Prati 
@Se_Prati 

 

 

 

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